By Luisa Dalmazia

 

Menghavan 0: Swausé In Tengu

Lezione 0: Il suono della lingua

In questa lezione preliminare imparerai quali sono i suoni della lingua.

  1. Vocali

Il gallico moderno ha 5 vocali. Possono essere brevi o lunghe. Queste sono quelle brevi. La tabella mostra come sono scritte, che valore fonetico hanno, e come suona la loro pronuncia usando esempi in inglese o in altre lingue.

Vocale Valore fonetico (IPA) Esempi di suono
a

o

u

e

i

[a]

[o]

[u]

[e]

[i]

pat

pot

put

pet

pit

Questa tabella mostra le vocali lunghe.Esse sono indicate con i segni diacritici, ad esempio á  è una lunga a.

Vocale Valore fonetico (IPA) Esempi di suono
á

ó

ú

é

í

[a:]

[o:]

[u:]

[e:]

[i:]

part

pole

pool

pay senza la y finale

peel

Il gallico moderno ha 5 dittonghi. Un dittongo è un gruppo di due vocali scritte e pronunciate insieme. Questa tabella li mostra.

Dittongo Valore fonetico (IPA) Esempi di suono
ái

ói

úi

éi

au

[a:j]

[o:j]

[u:j]

[e:j]

[au]

bye

boy

brouillard (Francese)

bay

cow

  1. Consonanti

Il gallico moderno ha un gran numero di consonanti. La tabella al di sotto mostra come sono scritte, che valore fonetico hanno, e come suona la loro pronuncia usando esempi in inglese o in altre lingue.Non è possibile fornire esempi per ogni suono.

Consonante Valore fonetico (IPA) Esempi di suono
p

t

c

b

d

g

v

dh

gh

f

th

ch

fh

m

w

s

sh

n

r

l

nh

rh

lh

ng

[p]

[t]

[k]

[b]

[d]

[g]

[v]

[ð]

[ɣ]

[f]

[θ]

[x]

[ɸ]

[m]

[w]

[s]

[ʃ]

[n]

[r]

[l]

[xn]

[xr]

[xl]

[ŋ]

pit

tit

kit

boar

door

gore

very

there

* έγώ, ego, “I”nel greco moderno

fin

thin

* loch, scozzese; ich, in tedesco

* f senza lingua sui denti

may

way

sit

shit

nose

rose

lose

* [x] seguita da[n]

* [x] seguita da[r]

* [x] seguita da[l]

sing

  1. Variazione della lunghezza delle vocali

La lunghezza di una vocale può cambiare. In una parola di due sillabe o più , l’accento cadrà sulla penultima sillaba. Spesso questo renderà la vocale di quella sillaba lunga. Alcuni esempi sono dati sotto.

men: pensare > vocale /e/ è breve

ménu: pensiero > accento sulla prima vocale /e/ che diventa lunga

menúé: pensieri> accento slitta sulla penultima vocale /u/ che diventa lunga

Menghavan 1: Bréthré – Aman Dhathach – Gweranúé Donach

Lezione 1: Verbi – Presente- Pronomi Personali

Nella prima lezione imparerai come mettere un verbo al presente e come usarlo con un pronome personale.

  1. Verbi al tempo presente

Ogni verbo ha una forma base o forma radicale, conosciuta come ” sostantivo verbale”.Ha la stessa funzione dell’infinito in inglese.

I sostantivi verbali possono finire in una consonante, in -i, -a, -e, e sono il un caso in -ó, mai in -u. Ad esempio:

ápis: vedere

men: pensare

gwel: volere

gar: chiamare

carni: costruire

argha: brillare

delghe: tenere

ávó: fare

berwi: bollire

gní: conoscere

Per formare il presente di questi verbi, una –a  viene aggiunta al sostantivo verbale dei seguenti modi. Nota che le vocali nel gallico moderno possono essere sia lunghe che brevi.La lunghezza della vocale può cambiare con l’accentuazione, che si trova sempre sulla secondultima sillaba. Quando le parole sono lunghe l’accentuazione si sposta di conseguenza.

Verbi che finiscono con consonanti:

ápis > apísa

men > ména

gwel > gwéla

gar > gára

Verbi che terminano in –i:

carni > carna

Verbi che terminano in  –a:

argha > argha – invariato

Verbi che terminano in -e:

delghe > delgha

Verbi che terminano in on -ó cambiano la-ó in  -a:

ávó > áva

Verbi che terminano in -wi conservano la finale -i:

berwi > berwía

Verbi che terminano in -i dove la -i è l’unica vocale conservano la -i:

gní > gnía

Esercizi

Metti i seguenti verbi al tempo presente:

prin (comprare)

ber (portare)

gal (poter fare)

brís (rompere)

ívi (bere)

cára (amare)

cinge (fare la guerra)

ávó (fare)

camwi (piegare, curvare)

lí (sdraiarsi)

  1. Pronomi Personali

I pronomi personali quando sono usati come soggetto sono i seguenti:

mi: io

ti: tu

é: egli

í: ella

í: esso

ni: noi

sú: voi

sí: essi

Non vi è differenza nel terzo pronome plurale tra la forma maschile e quella femminile

Nel gallico moderno il pronome personale segue il verbo che accompagna:

apísa mi: io vedo

ména ti: tu pensi

gwéla é: egli vuole

gára í: lei chiama

carna ni: noi costruiamo

argha sú: voi brillate

delgha sí: essi tengono

áva í: esso fa

berwía í: esso bolle

gnía í: esso sa

Esercizi

Componi le seguenti frasi:

Io compro

Tu porti

Lui può

Lei rompe

Noi beviamo

Voi amate

Essi fanno la guerra

Esso fa

Esso piega

Esso si sdraia

Menghavan2: Gweranúé Donach Co hUrchatha

Lezione 2: Pronomi personali come oggetto

Nella seconda lezione imparerai come usare un pronome quando è di una frase con un verbo.

  1. Pronomi personali oggetto di un verbo attivo

L’oggetto di una frase è la cosa a cui qualcosa è stato fatto. Esso è quello che riceve l’azione eseguita dal verbo.

Quando i pronomi personali sono l’oggetto di una frase,possono prendere due differenti forme. La prima forma è identica alla forma che prendono  quando sono il soggetto della frase,tranne per una sola eccezione. Il soggetto di una frase  è quello che compie l’azione indicata dal verbo.

Pronomi personali come soggetto Pronomi personali come oggetto
mi: io

ti: tu

é: egli

í: ella

í: esso

ni: noi

sú: voi

sí: essi

mi: me/mi

ti: te/ti

é: lui/lo/gli

í: lei/la/le

í: lo/la/gli/le

ni: noi/ci

sú: voi/vi

ís: loro/li

Solo il pronome della terza persona plurale differisce: ís  invece di   sí.

Questi pronomi sono usati quando sonola parte ricevente di un verbo attivo. Un verbo attivo è un verbo che  esegue l’azione principale di una frase. Avrà un soggetto che eseguirà l’azione. Esso sarà in una forme che indica il tempo e il modo in cui l’azione è eseguita.

V = verbo

S = soggetto

O = oggetto

Nel moderno  gallico  una frase ha l’ordine standard Verbo -Soggetto-Oggetto.Questo è un aspetto caratteristico delle lingue celtiche e non è comune in inglese. Usando i verbi introdotti nella lezione 1, possiamo costruire degli esempi:

apísa mi: Io vedo > apísa mi ti: Io ti vedo

Nella frase  “apísa mi ti” il verbo “apísa” viene per primo, il soggetto“mi viene per secondo, e l’oggetto “ti”viene per terzo. Viene indicato così:

apísa mi ti

V      S   O

Notiamo che il verbo “apísa”  è un verbo attivo perchè è al tempo presente:ha il presente che termina in  –a.

Ecco altri esempi:

gára í mi: lei mi chiama

delgha é ni:lui ci mantiene

gnía sí sú: loro vi conoscono

Quando il pronome oggettoinizia per vocale , come é, í  e ís, e seguono un pronome soggetto, quel pronome oggetto riceve una lettera extra ch- all’inizio . Questa lettera ch è pronunciata come il –ch nella parola scozzese  “loch”.

apísa mi chí: Io la vedo

ména mi chí:Io ci penso

gwéla í ché: lei lo vuole

áva é chí: lui lo fa

gnía sú chís: voi li conoscete

gára í chís: lei li chiama

Esercizi

Costruisci le seguenti frasi con i verbi dati sopra e sotto:

prin (comprare)

ber (portare)

brís (rompere)

ívi (bere)

cára (amare)

ávó (fare)

camwi (piegare)

lí (stendersi)

Io lo compro:

Tu porti lui:

Lui lo rompe:

Lei lo beve:

Noi li amiamo:

Voi ci piegate:

Loro vi chiamano:

Lei mi vede:

Lui la conosce:

Lei ti vuole:

Puoi controllare le tue rispose all’ultima pagina di questa.

  1. Pronomi personali come oggetto di un sostantivo verbale

Il sostantivo verbale  è la forma base del verbo, chiamato  infinitivo  in inglese.

È più semplice pensare  al sostantivo verbale del gallico moderno come la forma inglese in

-ing del verbo.

Ad esempio : cantare > can:“il canto”

cána mi chí: Io lo canto

Quando  i pronimi personale sono l’oggetto di una sostantivo verbale, essi prendono una forma differente:

mi > imí

ti > ithí

é > iché

í > ichí

ni > iní

sú > isú

ís > ichís

Quando un sostantivo verbale è usato in una frase con un verbo attivo viene subito dopo al soggetto:

gwéla mi can: io voglio cantare

In questa frase il sostantivo verbale è  l’oggetto del verbo:

gwéla mi can

V        S    O

Se noi pensiamo al sostantivo verbale come la forma in –ing del verbo,possiamo letteralmente tradurlo come:

voglio io cantando  (> “io voglio il canto”)

V      S   O

Se usiamo un pronome personale come oggetto del sostantivo verbale usiamo la forma speciale detta sopra:

gwéla mi can ichí: io voglio cantarlo

In questa frase le due parole “can ichí” diventano il nuovo oggetto della frase.

gwéla mi can ichí

V       S    [O       ]

La frase sopra può essere letteralmente tradotta come “Io voglio il cantare di esso”.

The particle i- that the pronouns are attached to indicates possession of something:

imí: di me

ithí: di te

iché: di lui

ichí: di lei

ichí: di esso

iní: di noi

isú: di voi

ichís: di essi

La frase “can ichí” tradotta come“il canto di esso”. Se aggiungiamo un articolo definito immaginario [il] essa diventa sensata:

can ichí: [il] canto di esso > gwéla mi can ichí: io voglio[il] canto di esso

Esercizi

Componi le seguenti frasi,usando i verbi dati sopra:

Io voglio vederlo (esso):

Tu vuoi abbracciarla (tenerla):

Lui vuole conoscerti:

Lei vuole amarlo:

Esso può rompermi:

Noi possiamo comprarli:

Voi potete portarci:

Loro possono conoscervi:

Voi potete farlo:

Puoi controllare le tue risposte alla pagina finale di questa lezione.

Risposte

Esercizio 1

Io lo compro: prína mi chí

Tu lo porti: béra ti ché

Lui lo rompe: brisa é chí

Lei lo beve: íva í chí

Noi li amiamo: cára ni chís

Voi ci piegate: camwía sú ni

Loro vi chiamano: gára sí sú

Lei mi vede: apísa í mi

Lui la conosce: gnía é chí

Lei ti vuole: gwéla í ti

Esercizio 2

Voglio vederlo: gwéla mi ápis ichí

Tu vuoi abbracciarla: gwéla ti delghe ichí

Lui vuole conoscerti : gwéla é gní ithí

lei vuole amarlo: gwéla í cára iché

Esso può rompermi: gála í brís imí

Noi possiamo comprarli: gála ni prin ichís

Voi potete portarci: gála sú ber iní

Essi cpossono conoscervi: gála sí gní isú

Voi potete farlo: gála sú ávó ichí

                                                                                                          

Menghavan3: Anúé – Téith – In hAmosanal

 

Lezione 3: Sostantivi – Possessione – L’articolo

Nella terza lezione imparerai cos’è un sostantivo, come viene posseduto, e che articolo ha.

  1. Sostantivi

La parola “sostantivo” significa “nome”. È una parola che si riferisce a tutto ciò che può avere un nome, come ad esempio una persona, un luogo, cosa, lo stato o la qualità. Nelle lezioni 1 e 2 abbiamo imparato a conoscere soggetti e oggetti. I sostantivi sono cose che possono essere soggetti o gli oggetti di una frase.

Ad esempio:

gwir: uomo

cun: cane

ép: cavallo

cánu: canzone

ménu: pensiero

coch: gamba

duvr: acqua

pen: testa

Non esiste l’articolo indefinito uno/una…nel moderno gallico:

gwir: uomo

gwir: un uomo

cun: cane

cun: un cane

Possiamo usare i verbi che abbiamo imparato nelle lezioni precedenti per costruire frasi in cui il soggetto e l’oggetto sono nomi invece di pronomi:

gára gwir cun: un uomo chiama un cane

V      S      O

apísa cun ép: un cane vede un cavallo

cána gwir cánu: un uomo canta una canzone

ména gwir ménu: un uomo pensa ad un pensiero

Esercizi:

Costruisci le seguenti frasi con i verbi indicati nelle precedenti lezioni e i nomi di cui sopra e sotto:

ben: donna

gnath: bambino

mapath: ragazzo

geneth: ragazza

curu: birra

cuchul: cappello

un uomo compra una birra:

una donna tiene un bambino:

un ragazzo vuole un cappello:

una ragazza canta una canzone:

un cavallo beve acqua:

un cane rompe una gamba:

un bambino ama un cavallo:

un uomo vede una donna:

un cavallo porta un ragazzo:

una donna chiama un cane:

Puoi controllare le tue risposte all’ultima pagina di questa lezione.

  1. Possessione

Nella lezione 2 abbiamo visto che quando un pronome è usato come un oggetto aveva una speciale  particella i- possessiva. Questa particella non viene utilizzata con qualsiasi altra cosa, solo con il pronome. Quando usiamo un sostantivo basta sostituire il pronome e la particella con un sostantivo:

cána mi cánu: Io canto una canzone

gwéla mi can ichí: Voglio cantarla

gwéla mi can cánu: Io voglio cantare una canzone

La frase “can cánu” significa“[il]cantare di una canzone”.L’articolo “il” non è utilizzato.

Questa frase ha due sostantivi: 1. il sostantivo verbale “can”. 2. il sostantivo “cánu”. In questa frase il primo sostantivo “can”  è posseduto dal secondo sostantivo “cánu”. In italiano questo è indicato dalla parola “di” . In moderno gallico esso è indicato dalla posizione della parola:  la seconda parola possiede la prima parola.

Lo stesso può essere fattocon altri due sostantivi :

curu gwir: una birra di un uomo [a man’s beer]

gnath ben: un figlio di una donna [a woman’s child]

ép geneth: un cavallo di una ragazza [a girl’s horse]

Exercises

Usando le parole imparate in tutte le lezioni componi le seguenti frasi:

una gamba di un cane [a dog’s leg]:

un cane di un uomo [a man’s dog]:

una testa di un cavallo [a horse’s head]:

un cappello di una donna [a woman’s hat]:

un pensiero di un bambino [a child’s thought]:

una canzone di una ragazza [a girl’s song]:

un cavallo di un ragazzo [a boy’s horse]:

un uomo di una donna [a woman’s man]:

un bambino di un uomo [a man’s child]:

un cappello di un bambino [a child’s hat]:

  1. L’articono

Il gallico moderno ha un solo articolo: “in”.Non cambia per nessun motivo.

Ad esempio:

in gwir: l’uomo

in ép: il cavallo

in mapath: il ragazzo

in curu: la birra

in pen: la testa

in duvr: l’acqua

L’articolo “in”può essere usato in caso di possessione. Può essere usato solo col secondo sostantivo, che è quello che possiede il primo sostantivo. Il primo sostantivo non può mai avere l’articolo davanti.

Ad esempio:

cun gwir: un cane di un uomo[a man’s dog]

cun in gwir: un cane dell’uomo[the man’s dog]

La frase inglese tra parentesi […]mostra un’ottima traduzione della frase in gallico moderno.

Usa e può usare solamente un articolo. Non è possibile dire ad esempio “the man’s the dog”.

Il secondo sostantivo possiede il primo. Il secondo sostantivo è l’unico che può avere l’articolo.

Esercizi

Costruisci le seguenti frasi,usando tutte le parole imparate:

la testa del cavallo:
la gamba del cane:
la birra dell’ uomo:
il cappello del ragazzo:
l’acqua del cavallo:
la canzone del ragazzo:
il pensiero dell’ uomo:
il cavallo della canzone:
il cane del ragazzo:
il cappello del cavallo

Puoi controllare sotto le tue risposte

 

Risposte

Esercizio1

un uomo compra una birra: prína gwir curu

una donna tiene un bambino: delgha ben gnath

un ragazzo vuole un cappello: gwéla mapath cuchul

una ragazza canta una canzone: cána geneth cánu

un cavallo beve acqua: íva ép duvr

un cane rompe una gamba: brísa cun coch

un bambino ama un cavallo: cára gnath ép

un uomo vede una donna: apísa gwir ben

un cavallo porta un ragazzo: béra ép mapath

una donna chiama un cane: gára ben cun

Esercizio 2

una gamba di un cane [a dog’s leg]: coch cun

un cane di un uomo [a man’s dog]: cun gwir

una testa di un cavallo [a horse’s head]: pen ép

un cappello di una donna [a woman’s hat]: cuchul ben

un pensiero di un bambino [a child’s thought]: ménu gnath

una canzone di una ragazza [a girl’s song]: cánu geneth

un cavallo di un ragazzo [a boy’s horse]: ép mapath

un uomo di una donna [a woman’s man]: gwir ben

un bambino di un uomo [a man’s child]: gnath gwir

un cappello di un bambino [a child’s hat]: cuchul gnath

Esercizio 3

la testa del cavallo: pen in ép

la gamba del cane: coch in cun

la birra dell’uomo: curu in gwir

il cappello del ragazzo: cuchul in mapath

l’acqua del cavallo: duvr in ép

la canzone del ragazzo: cánu in mapath

il pensiero dell’uomo: ménu in gwir

il cavallo della canzone: ép in cánu

il cane del ragazzo: cun in mapath

il cappello del cavallo: cuchul in ép

                                                                                                          

Menghavan 4: Alghnas Anúé

 

Lezione 4: Genere dei sostantivi

Nella quarta lezione impareraicome determinare il genere dei sostantivi.

Genere dei sostantivi

In gallico modernotuti i sostantivi hanno un genere,che può essere maschile o femminile.Se il significato del sostantivo indica un genere,allora quel sostantivo è di quel genere:

gwir: uomo

ben: donna

mapath: ragazzo

geneth: ragazza

map: figlio

dúithir: figlia

áther: padre

máthir: madre

moth: pene

tuthu: vagina

Se il significatodel sostantivo non indica un genere, esso è determinato dall’ultima vocale. Se l’ultima vocale è /a/ or /i/ il sostantivo è femminile.

lam: mano> fem.

bis: dito > fem

tír: terra > fem

cnam: osso> fem

Se l’ultima vocale è /e/, /o/ or /u/ il sostantivo è maschile.

pen: testa> masc.

mór: mare> masc.

cánu: canzone> masc.

tráieth: piede: masc.

coch: gamba: masc.

curu: birra> masc.

La –i nei dittonghi –ái-, -éi-, -ói- e –úi- non è una vocale, ma una semi-consonante. Non conta come una vocale, e la sua presenza non rende femminile il genere di un sostantivo:

brói: regione> l’ultima vocale è /o/, la –i è semi-consonante> masch.

mái: posto, piano>  l’ultima vocale è /a/ > fem.

téi: casa>  l’ultima vocale è /e/ > masch.

gwólúith: sforzo > l’ultima vocale è /u/ > masch.

Alcuni sostantivi finiscono in una doppia consonante in cui l’ultima consonante è l, n o r. Quando pronunciato c’è un suono indistinto sordo tra la penultima consonante e la L, N o r. Questo suono è chiamato schwa, ed è rappresentato dal simbolo [Ǝ]. Non è considerato una vocale e non viene scritto. Non influisce il genere di un sostantivo. Il genere di un tale sostantivo è determinato dall’ultima vocale prima della schwa:

sédhl:  sedia >  l’ultima vocale è /e/ > masch.

sparn: spina> l’ultima vocale è /a/ > fem

livr: libro> l’ultima vocale è /i/ > fem.

Alcuni sostantivi finiscono in un dittongo seguito da una doppia consonante in cui l’ultima consonante è l, n o r. Il genere di questi nomi è determinato dall’ ultima vocale prima della -i del dittongo:

anéithl: protezione > l’ultima vocale è /e/ > masch.

lúithr: lotta > l’ultima vocale è /u/ > masch.

bóithl: colpo> l’ultima vocale è/o/ > masch.

amáithl: servizio > l’ultima vocale è /a/ > fem.

I sostantivi degli animalisono maschili a prescindere, anche se le vocali sono/a/ o /i/:

garan: airone> masc.

cun: cane > masc.

lóern: volpe> masc.

ép: cavallo> masc.

caval: cavallo da tiro> masc.

bó: mucca [nome generico per il bestiame]

Questi sostantivi possono essere resi al femminile aggiungendo il suffisso –is:

garanis: airone femmina

cunis: cagna

lóernis: volpe femmina

épis: cavalle (anche casich)

cavalis: cavalle da tiro

Anche i sostantivi che indicano funzioni umane o attività sono maschili a prescindere:

drúidh: studioso > masc.

gwerchovreth: magistrato> masc.

tiern: capo> masc.

dan: ufficiale> masc.

Questi sostantivi possono resi al femminile aggiungendo il suffisso –is:

drúidhis: studiosa

gwerchovrethis: magistrata

tiernis: capo femmina

danis: ufficiale femmina

Esercizi

Determina il genere dei seguenti sostantivi :

car: auto
sesa: sedia
roth: ruote
aríthis: tavolo
dulu: carta
cumlath: piatto
cladhal: coltello
gaval: forcella
bóthéi: stabile
bochwídhu: cucchiaio
ethn: uccello
taru: toro
amáiath: servo
cerdhíath: operaio
menrodhiath: insegnante
gnisáiath: studente
pethlói: roba
pren: albero
bil: tronco d’albero
clétha: scaletta
cilurn: benna
scothir: pala
cerdhl: lavoro
tráith:spiaggia
crósu: onda
sir: stella
nem: cielo

bri: collina
broi: Paese
beloi: cultura
tengu: la lingua
tarinch: chiodo (fissaggio implementare)
cingeth: guerriero
delgheth: titolare
druthas: coraggio
dumnas: buio
échal: zoccolo

Puoi controllare le tue risposte nella pagina seguente.

Risposte

car: macchina> f

sesa: sedia> f
roth: ruote> m
aríthis: tavolo> F
dulu: carta> m
cumlath: piatto> f
cladhal: coltello> f
gaval: forcella> f
bóthéi: stabile> m
bochwídhu: cucchiaio> m
ethn: uccello> m
taru: toro> m
amáiath: servo> m
cerdhíath: operaio> m
menrodhiath: insegnante> m
gnisáiath: studente> m
pethlói: roba> m
pren: albero> m
bil: tronco d’albero> f
clétha: scala> f
cilurn: benna> m
scothir: pala> f
cerdhl: lavoro> m
tráith: spiaggia> f
crósu: onda> m
sir: stella> f
nem: cielo> m
bri: collina> f
broi: paese> m
beloi: cultura> m
tengu: lingua> m
tarinch: chiodo (per martellamento)> f
cingeth: guerriero> m
delgheth: supporto> m
druthas: coraggio> F
dumnas: buio> F
échal: zoccolo> f

Menghavan 5: Rithiúnan In Elwachídhu

 

Lezione 5: Formazione del plurale

Nella quinta lezione imparerai come si forma il plurale dei sostantivi.

Plurale dei sostantivi

Il plurale della maggior parte dei sostantivi è formato aggiungendo d il suffisso plurale –é al sostantivo.

gwir > gwir + -é

mapath > mapath + -é

Dato che si tratta di una vocale aperta, l’accento  si sposta un posto più vicino alla fine della parola. Se la finale plurale non è separata dalla sillaba precedente di più di una consonante, la vocale  di quella sillaba prima della finale-e diventa lunga ed accentata.

gwir > gwíré (uomini)

mapath > mapáthé (ragazzi)

geneth > genéthé (ragazze)

map > mápé (figli)

dúithir > dúithíré (figlie)

Se la desinenza plurale è semparata dalla precedente sillaba da più di una consonante,la vocale di quella sillaba è corta.

ethn: uccello> ethné: uccelli

carch: roccia > carché: rocce

Se una parola finisce per vocale,la desinenza –é segue immediatamente dopo quella vocale,rendendola accentata e lunga.

cánu: canzone> canúé: canzoni

La maggior parte dei plurali in gallico è formata in questo modo. Ci sono solo due eccezioni:

Plurale di  Donna

Il plurale della parola “donna” è differente.

ben: donna> mná: donne

Questo è attestato come nel gallico antico.

Plurale di coppie naturali

Il plurale di cose che si trovano naturalmente come coppie si forma con l’aggiunta del prefisso -dá, che significa “due”.

óp: occhio> dáóp: occhi

coch: gamba> dáchoch: gambe

lam: mano> dálam: mani

Per la parola aus “orecchio” il prefisso dá- si accorcia in d-.

aus: orecchio> daus: orecchie

Nei casi in cui queste cose si trovano in altro numero più di due è utilizzato il normale suffisso plurale –é.

ópé damathal: [gli] occhi di un ragno

> i ragni hanno otto occhi

coché ép: [le] gambe di un cavallo

> i cavalli hanno quattro zampe

ópé gwíré: gli occhi degli uomini

>  un numero maggiore di uomini ha più di due occhi

Nei casi in cui le cose non sono una formazione naturale e possono o meno trovarsi in coppia, si utilizza sempre il suffisso plurale–é.

lamé gwepór: le mani(lancette) dell’orologio

> un orologio non è una creatura naturale, e ci possono essere più di due lancette (mani) su un orologio, ad esempio ore, minuti, secondi

Plurale di collettività

Un gran numero di cose che è comunemente considerato come tutt’uno è indicato dal suffisso –lói.

gwep: parola> gweplói: vocabuolario

> gweplóié: vocabolari

sir: stella > sirlói: costellazione

> sirlóié: costellazioni

Plurale dopo numeri

Il plurale non è usato dopo i numeri.I sostantivi restano al singolare.

ép: un cavallo> pethr ép: quattro cavalli

nóith: notte> dech nóith: dieci notti

Esercizi

  1. Metti le seguenti parole al plurale:

car (auto)>
sesa (sedia)>
roth (ruota)>
aríthis (tabella)>
dulu (carta)>
cumlath (piatto)>
cladhal (coltello)>
gaval (fork)>
bóthéi (stabile)>
bochwídhu (cucchiaio)>
cilurn (secchio)>
cerdhl (lavoro)>
tarinch (chiodo)>
crósu (onda)>
brì(collina)>
coch (gamba)>
aus (orecchio)>

dós (braccio)>
durn (pugno)>

2.Costruisci il plurale giusto:

gambe di una donna>
orecchie di una ragazza>
braccia di un ragazzo>
occhi di un uomo>

gambe di un cane>
orecchie di un cavallo>
braccia di un fiume>
occhi di un granchio>

gambe di ragazze>
orecchie degli uomini>
braccia di donne>
occhi dei ragazzi>

3.Usa i seguenti numeri per costruire frasi al plurale:

dá: due

trí: tre

pethr: quattro

pimp: cinque

cinque maestri>

quattro uccelli>

tre tori>

due secchi>

Puoi controllare le tue risposte sotto.

Risposte:

car (macchina) > cáré

sesa (sedia) > sesáé

roth (ruota) >róthé

aríthis (tavolo) > arithísé

dulu (carta) >dulúé

cumlath (piatto) > cumláthé

cladhal (coltello) > cladhálé

gaval (forchetta) > gaválé

bóthéi (stabile) > bóthéié [/o/ di bó resta lunga perchè è etimologicamente determinato]

bochwídhu (cucchiaio) > bochwidhúé

cilurn (secchio) >cilurné

cerdhl (lavoro) > cerdhlé

tarinch (chiodo) > tarinché

crósu (onda) > crosúé

brí (collina) > bríé

coch (gamba) > cóché

aus (orecchio) > ausé

dós (braccio) >dósé

durn (pugno) > durné

gambe di una donna>dáchoch ben

orecchie di una ragazza> daus geneth

braccia di un ragazzo> dádhós mapath

occhi di un uomo> dáóp gwir

gambe di un cane> cóché cun

orecchie di un cavallo> ausé ép

braccia di un fiume> dósé ávon

occhi di un granchio >ópé carchu

gambe delle ragazze> cóché genéthé

orecchie degli uomini> ausé gwíré

braccia delle donne> dósé mná

occhi dei ragazzi> ópé mapathé

cinque maestri> pimp menrodhíath

quattro uccelli> pethr ethn

tre tori> tri táru

due secchi >dá cilurn

Menghavan 6: Anúé Benin Can in hAmosanal – Gwerthanálé Coswaus Anolsam

 

Lezione 6:sostantivi femminili con l’articolo– cambiamenti della consonante iniziale

Nella sesta lezione imparerai cosa succede ai sostantivi femminili dopo l’articolo.

Sostantivi femminili con l’articolo

Quando i sostantivi femminili sono preceduti dall’articolo “in” la loro consonante iniziale cambia secondo alcuni modelli regolari. Questo cambiamento è ciò che contraddistingue i sostantivi come femminili.

par > in bar (calderone – il calderone)

Taran> a daran (tempesta – la tempesta)
Carch> in GARCH (roccia – la roccia)
Ben> a ven (donna – donna)
dúithir> in dhúithir (figlia – la figlia)
Glan> in ghlan (riva del fiume – la riva del fiume)
máthir> in wáthir (madre – la madre)
Sir> a Shir (stella – la stella)
spáthl> a ‘páthl (storia – la storia)
Nath> in nhath (destino – il destino)
Rath> in rhath (felce – la felce)
Latha> in latha (palude – la palude)
Fich> in fhich (fico – il fico)

la semivocale i-  è prefissata con ch’:

iar > in ch’iar (pollo–il pollo)

Le vocali sono prefissate con h-:

aval > in haval (mela–la mela)

épis > in hépis (cavalla–la cavalla)

úlidh > in húlidh (festa–la festa)

ídh > in hídh (catena –la catena)

oghran > in hoghran (brina–la brino)

Se i sostantivi sono al plurale succedela stessa cosa:

páré > in báré

taráné > in daráné

carché > in garché

mná > in wná

dúithíré > in dhúithíré

gláné > in ghláné

Cambiamenti della consonante iniziale

Le modifiche sopra indicate sono regolari, capita così sempre. Essi sono riassunti di seguito:

p > b

t > d

c > g

b > v

d > dh

g > gh

m > w

s > sh se seguito da vocale

s > ‘ [nulla] se seguito da consonante

n > nh

r > rh

l > lh

f > fh

i- > ch’i- se seguito da vocale

i- > hi- se seguito da consonante

a > ha

e > he

u > hu

o > ho

Alcuni di questi suoni sono inusuali.

dh = come in inglesethe, there

gh = come in greco έγώ (io me), Breton delc’h (tenere,abbracciare). Il suono è chiamato “velare

fricativa”.Come unao scozzese –ch (come in loch) ma detto con “voce roca”.

sh = come in inglese ship

h- = come in inglese house

ch’ = come in scozzese loch

nh = ch- come in scozzese loch,seguito da –n > suona come  chn-.

rh = ch- come in scozzese loch,seguito da –r> suona come chr-.

lh = ch- come in scozzeseloch,seguito da –l> suona come chl-.

fh = una /f/prodotta senza che la lungua tocchi i  denti . Il suono è chiamato“fricativa bilabiale sorda”.

Di questi suoni h-, sh-, fh-, nh-, rh- and lh- si verificano sempre e solo questi cambiamenti.

Esercizi

Inserire l’articolo davanti seguenti parole e cambiare le consonanti se necessario.

pan (vetro,tazza) >

penálé (capitoli) >

tal (frontale) >

támé (classi) >

cái (siepe) >

calghé (punti) >

bach (onere)>

baláné (scope) >

daghl (torcia) >

dáré (fuerie) >

gaval (forchetta) >

gnáthé (bambini) >

fich (fico) >

fíché >

mái (posto) >

máné (colli, plur.di collo) >

sachrap (malocchio) >

sálé (capannoni) >

scáth (ombra) >

spríé (rami) >

ial (radura) >

iatháné (prestiti) >

nan (fame) >

nascálé (anelli) >

ran (parte) >

ratháné (garanzie) >

lam (mano) >

láné (campi) >

áchn (latte) >

avanché (spiriti dell’acqua) >

ili (edera) >

íthwéráné (distribuzioni) >

ódhan (odore) >

olchraváné (descrizioni) >

uchan (aumento>

uláé (polveri) >

échal (zoccoli) >

echwichnáé (perdite) >

Puoi controllare sotto le tue risposte.

Risposte

pan (glas, cup) >in ban

penálé (chapters) > in benálé

tal (front) > in dal

támé (classes) > in dámé

cái (hedge) >in gái

calghé (points) > in galghé

bach (burden) > in vach

baláné (brooms) >in valáné

daghl (torch) >in dhaghl

dáré (rages) >in dháré

gaval (fork) >in ghaval

gnáthé (children) >in ghnáthé

fich (fig) >in fhich

fíché >in fhíché

mái (place) >in wái

máné (necks) > in wáné

sachrap (evil eye) >in shachrap

sálé (sheds) >in shálé

scáth (shadow) >in ‘cáth

spríé (twigs) >in ‘príé

ial (clearing) >in ch’ial

iatháné (loans) >in ch’iatháné

nan (hunger) >in nhan

nascálé (rings) > in nhascálé

ran (part) >in rhan

ratháné (guarantees) >in rhatháné

lam (hand) >in lham

láné (fields) >in lháné

áchn (milk) >in háchn

avanché (water spirits) >in havanché

ili (ivy) >in hili

íthwéráné (distributions) > in híthweráné

ódhan (smell) > in hódhan

olchraváné (descriptions) > in holchraváné

uchan (rise) >in huchan

uláé (powders) >in huláé

échal (hoof) >in héchal

echwichnáé (losses) >in hechwichnáé

Menghavan7: Achathéné

                                                                                                                

Lezione 7: Aggettivi – Il verbo “Essere”

Nella settima lezione imparerai gli aggettivie come usare il verbo “essere”.

Aggettivi

Un aggettivo è una parola che descrive una qualità o una caratteristica di un sostantivo.

sen: vecchio

ióinch: giovane

sír: lungo

bir: corto

már: grande

méi: piccolo

ardhu: alto

íth: basso

duv: nero

gwin: bianco

galv: grasso

dái: buono

druch: cattivo

Ci sono diversi tipi di aggettivi . Quelli nella lista di soprasono tutti aggettivi naturali. Gli aggettivi possono essere formati anche da altre parole usando suffissi e prefissi.

Il suffisso-ach

Il suffisso –ach  può essere usato  per formare un aggettivo da un’altra parola, solitamente un sostantivo.

caran: amico> caranach: amichevole

carath: amore> caráthach: amabile

nerth: forza> nerthach: forte

caun: gufo> caunach: da gufo, simile a gufo

barn: giudizio> barnach: critico

achaun: pietra> achaunach: pietroso

Il suffisso–ch

Il suffisso –ch è simile al suffisso –ach. Esso è utilizzato per parole che con un dittongo in –i oppure in–u, dove–ach non sarebbe pratico.

grau: sabbia > grauch: sabbioso

téi: casa> téich: domestico

Il suffisso -ídhu

Il suffisso –ídhu è usato per parole che terminano in –ch,per evitare di doppiare il suono –ch-.

boch: bocca> bochídhu: chiacchierone

coch: gamba > cochidhu: dalle gambe lunghe

carch: roccia> carchídhu: roccioso

bruch: brugo > bruchídhu: coperto di brugo

Il suffisso  -in

Il suffisso– è usato solo per descrivere qualità di creature viventi, persone, animali, ecc.

bledh: lupo> bledhin: lupesco

gwir: uomo> gwirin: mascolino

ben: donna> benin: femminile

ép: cavallo> épin: equino

cun: cane> cunin: canino

ernu: aquila> ernúin: aquilino

I prefissi su- e  du-

I prefissi su- (buono) e du- (cattivo)possono essere uniti a sostantivi per creare aggettivi.

áiedh: faccia> su+áiedh = di bella vista

> du+ áiedh = brutto

Se l’accento in queste costruzioni non è sulla vocale /u/dei prefissi , essi diventano sw- e dw-

> swáiedh: di bella vista

> dwáiedh: brutto

Posizione dell’aggettivo

Un aggettivo segue sempre il sostantivo di cui dice qualcosa.

gwir: uomo> gwir caranach: un uomo amichevole

mapath: ragazzo> mapath méi: un piccolo ragazzo

cun: cane> cun duv: un cane nero

ép: cavallo> ép gwin: un cavallo bianco

Mutazione dell’aggettivo

Se un aggettivo dice qualcosa riguardo un sostantivo femminile itcambia la sua consonante iniziale. Così viene indicato il genere.

ben: donna

tech: bella

> ben dech: una bella donna

épis: a mare

áchu: fast

> épis háchu: a fast mare

geneth: girl

gwimp: pretty

> geneth chwimp

L’aggettivo non cambia per il plurale.

in ghenéthé chwimp: le ragazze carine

in wná dech: le belle donne

in gwíré galv: gli uomini grassi

Il verbo “essere”

Il verbo “essere” è l’unico verbo irregolare nel gallico moderno.

L radice verbale (o infinito ) è “bis”.

> gwéla mi bis láen = voglio essere felice

La forma presente è “esi”.Esso non prende la –a.

> Esi mi láen = Io sono felice

Exercises

Costruisci le seguenti frasi.Puoi controllare le risposte alla fine della lezione.

Il cavallo è grande>

Il cane è grasso>

la donna è giovane>

l’uomo è vecchio>

la ragazza è piccola, di piccole dimensioni>

la pietra è corta>

la casa è lunga>

il giudizio è cattivo>

il gufo è basso>

la sabbia è bianca>

la cavalla è amichevole>

la bocca è grande>

l’uomo lupesco>

la donna equina>

la ragazza giovane>

il ragazzo grasso>

l’aquila alta >

la pietra bassa>

la roccia nera>

l’erica bianca>

la bocca brutta>

la lunga gamba>

il cavallo forte>

il cattivo amore>

le giovani ragazze vedono i cavalli bianchi>

i vecchi uomini chiamano i grassi cani>

le donne amichevoli vogliono i ragazzi piccoli>

i grandi cani amano le pietre nere>

le piccole ragazze tengono i cani gufeschi>

i ragazzi cattivi rompono le pietre lunghe>

Risposte

Il cavallo è grande> esi in ép már

Il cane è grasso > esi in cun galv

la donna è giovane> esi in ven ch’ióinch

l’uomo è vecchio> esi in gwir sen

la ragazza è piccola> esi in gheneth wéi

la pietra è corta> esi in achaun bir

la casa è lunga> esi in téi sír

il giudizio è cattivo> esi in varn dhruch

il gufo è basso > esi in caun íth

la sabbia è bianca> esi in graugwin

la cavalla è amichevole> esi in hépis garanach

l’bocca è grande> esi in boch már

l’uomo lupesco> in gwir bledhin

la donna equina> in ven hépin

la ragazza giovane> in gheneth ch’ióinch

il ragazzo grasso > in mapath galv

l’aquila alta> in ernu ardhu

la pietra bassa> in achaun íth

la roccia nera> in garch dhuv

l’erica bianca> in bruch gwin

la bocca brutta> in boch dwáiedh

la gamba lunga> in coch sír

il cavallo forte> in ép nerthach

il cattivo amore> in garath druch

le giovani ragazze vedono i cavalli bianchi> apísa in ghenéthé ch’ióinch in épé gwin

i vecchi uomini chiamano i grassi cani >gára in gwíré sen in cúné galv

le donne amichevoli vogliono i ragazzi piccoli >gwéla in wná garanach in mapáthé méi

i grandi cani amano le pietre nere >cára in cúné már in garché dhuv

le piccole ragazze tengono i cani gufeschi > delgha in ghenéthé wéi in cúné caunin

i ragazzi cattivi rompono le pietre lunghe >brísa in mapáthe druch in achauné sír

Menghavan 8: Rivrethré

                                                                                                                

Lezione 8 : Avverbi

Nell’ ottava lezione imparerai riguardo gli avverbi.

Avverbi

Un avverbio è una parola che descrive una qualità o caratteristica di un’azione.

Esempi in italiano sono :velocemente, quietamente, tranquillamente, naturalmente, normalmente. In italiano sono solitamente formati dal suffisso –mente.

In  gallico gli avverbi sono formati  mettendo la particella “in”  davanti ad un aggettivo.L’aggettivo subisce il cambiamento della consonante iniziale.

áchu: veloce

in háchu: velocemente

áva mi chí:  io lo faccio

>áva mi chí in háchu: io lo faccio velocemente

tau: quieto

in dau: quietamente

spá í chí: lei lo dice

> spá í chí in dau: lei lo dice quietamente

aram: tranquillo

in haram:  tranquillamente

réna in avon: il fiume scorre

> réna in avon in haram: il fiume scorre tranquillamente

amvíthach: naturale

in hamvíthach: naturalmente

gwóra cráré mel: le api producono miele

> gwóra cráré mel in hamvíthach: le api producono miele tranquillamente

suves: normale

in shuves: normalmente

né chwergha í co shé: lei non agisce in quel modo

> né chwergha í co shé in shuves: lei non agisce in quel modo normalmente

Posizione dell’avverbio

L’avverbio segue il verbo più vicino possibile, dopo il soggetto e l’oggetto della frase.

Gwóra cráré mel in hamvíthach // “producono  le api il miele naturalmente”

Verbo   Soggetto  Oggetto   Avverbio             V          S     O          Avv.

Exsercizi

Costruisci la forma avverbialedei seguenti aggettivi.Puoi controllare le tue risposte alla fine della lezione.

cóil (stretto) >

lithan (largo) >

dianauch (povero) >

téithwár (ricco) >

ardhu (alto) >

íth (basso) >

pethrarpenach (quadrato) >

róthach (rotondo) >

dái (buono) >

druch (cattivo) >

Risposte

cóil > in góil (a malapena, strettamente)

lithan > in lhithan (largamente)

dianauch > in dhianauch (poveramente)

téithwár > in déithwár (riccamente)

ardhu > in hardhu (altamente)

íth > in híth (scarsamente)

pethrarpenach > in betharpenach (quadratamente, nel senso di esattamente)

róthach > in rhothach

dái > in dhái (bene)

druch > in dhruch (male, malamente)

Menghavan 9: Gwepráié

                                                                                                                

Lezione 9: Preposizioni

Nella nona lezione imparerai le preposizionins. Una preposizione è uns parola che fornisce informazioni  circa la localizzazione, situazione o posizione di qualcosa.

Preposizioni

Tutte le preposizioni in gallico modero causano il cambiamento della consonante inizialesulla parola che le segue.

esi: è

ép: cavallo

anel: al di sotto

pren: albero

> esi ép anelbren: c’è un cavallo al di sotto di un albero (lett. “un cavallo è al di sotto di un albero”)

sédhi: seduto

gwir: uomo

ur: contro

carch: roccia

> sédha gwir ur garch: un uomo siede contro una roccia

esi: è

gwolth: capello

en: in/nella

iuth: zuppa

> esi gwolth en ch’iuth: c’è un capello in una zuppa

esi: sono

mi: io

e: di

tóth: popolo

ríu: libero

> esi mi e dóth ríu: io sono di un popolo libero

áia: va

í: lei

a: alla

tráith: spiaggia

> áia í a dráith: lei va alla spiaggia

Le preposizioni non causano cambiamento sull’articolo “in” o pronomi possessivi.

> esi ép gwó in pren

> esi gwolth en mó ch’iuth: c’è un capello nella mia zuppa

Con pronomi personali

Le preposizioni si uniscono ai pronomi personali:

can: con

mi: me

> canim: con me

gwer: su, sopra

ti: tu

> gwerith: su di te

nes: vicino

ni: noi

> nesin: vicino a noi

Modelli

Le preposizioni si fondono con pronomi personali secondo modelli regolari. Ci sono quattro differenti  categorie per questi modelli.

  1. Preposizioni che terminano in consonanti

Queste sono:

can, ar, ern, ur, cin, ós, gwer, en, tar, am, ér, échan, enther, uchel, anel

(con, prima, dietro, contro, dopo, su, in, attraverso, su, intorno, senza, tra, sopra, sotto)

Queste prendono le seguenti finali:

-im, -ith, -é, -í, -in, -sú, -ís

canim: con me

canith: con te

cané: con lui

caní: con lei

canin: con noi

cansú: con voi

canís: con essi

L’accento in queste forme cade sull’ultima sillaba:

can’im: con me

  1. Preposizioni che terminano in vocali

Queste sono:

ri, di, tré, co, éithra, anó, echó (per, fuori, attraverso, che / come, al di là, dentro, fuori)

Esse prendono le seguenti finali:

-em, -eth, -ché, -chí, -en, -sú, -chís

riem: per me

rieth: per te

riché: per lui

richí: per lei

rien: per noi

risú: per voi

richís: per essi

La preposizione “tré”prende una forma speciale.Si aggiunge una –i- prima della prima, 2a and 5a forma: –iem, –ieth, -ché, -chí, -ien, -sú, -chís:

tréiem: attraverso me

tréieth: attraverso te

tréché: attraverso lui

tréchí: attraverso lei

tréien: attraverso noi

trésú: attraverso voi

tréchís: attraverso essi

  1. Preposizioni che consistono solo in una vocale

Esse sono: a,e, u, i (a, da, di [con la quantità], di [di proprietà])

Prendono le seguenti finali:

-im, -ith, -é, -í, -in, -ú, -ís

Inoltre, la forma della radice della preposizione cambia:

a > adh-

e > ech-

u > uch-

i > ich-

adhim: a me

adhith: a te

adhé: a lui

adhí: a lei

adhin: a noi

adhú: a voi

adhís: a essi

  1. Preposizioni che terminano in -u

Esse sono : au, didhíu (via da, fuori)

Queste preposizioni non si fondono con i pronomi personali. I pronomi personali li seguono senza cambiare.Sono usati i pronomi oggetto.

au mi: via da me

au ti: via da te

au ché: via da lui

au chí: via da lei

au ni: via da noi

au sú: via da voi

au chís: via da essi

Esercizi

can, ar, ern, ur, cin, ós, gwer, en, tar, am, ér, échan, uchel, anel, enther; ri, di, tré, co, éithra, anó, echó; a, e, u, i; au, didhíu, nes

tu vieni con me:Mi rivolgo a te:il sole è dietro di lui:il vento è contro di lei:questo avviene prima di esso:questo accade dopo di esso:la pioggia cade su di noi:il potere è in voi:la musica passa attraverso di loro:la gente parla di me:le montagne sono intorno a voi:La ragazza va senza di lui:il cielo è al di sopra di noi:la terra è sotto di voi :il deserto è tra di loro:il lavoro è per me:il sudore cade da voi:esso passa attraverso di lui:lei è grande come il suo:è al di là di noi:il problema è dentro di voi:la soluzione è fuori di essi:lei viene da me:viene da te:cinque litri di esso:la birra è di-lui[la sua]:corrono lontano da lei

il spirito de nature è fuori da noi:

il mostro è vicino a voi:

Puoi controllare sotto le tue risposte.

Answers

tu vieni con me: áia ti canimMi rivolgo a te: sáia mi arith

il sole è dietro di lui: esi in súel erné

il vento è contro di lei: esi in áel uríquesto avviene prima di esso: gwéra sin ciníquesto accade dopo di esso: gwéra sin ósíla pioggia cade su di noi: cóima in hamr gwerinil potere è in voi: esi in gus ensúla musica passa attraverso di loro: áia in ganthl tarísla gente parla di me: lavára in dóné amimle montagne sono intorno a voi: esi in vríé érithLa ragazza va senza di lui: áia in gheneth echané

il cielo è al di sopra di noi: esi in nem uchelin

la terra è sotto di voi : esi in lithau anelsúil deserto è tra di loro: esi in dithrev entherísil lavoro è per me: esi in cerdhl riemil sudore cade da voi: cóima in shwís diethesso passa attraverso di lui: gwéra í tréchélei è grande come il suo: esi í co wár cochíè al di là di noi: esi í éithraenil problema è dentro di voi: esi in dhuchuthas anósúla soluzione è fuori di essi: esi in hathespath echóchíslei viene da me: cáma í adhim

viene da te: diáia í echith

cinque litri di esso: pimp lithr uchíla birra è di lui[la sua]: esi in curu ichécorrono lontano da lei: rétha sí au chí

il spirito de nature è fuori da noi: esi in dus dhidhíu ni

il mostro è vicino a voi: esi in havanch nesú

Menghavan 10: Gweranúé Téithach – Adhavachúé – Nithachúé

 

Lezione 10: Pronomi possessivi – dimostrativi – Locativi

Nella decima lezione  imparerai cosa sono I pronomi possessivi, quelli dimostrativi, e come funzionano.

  1. Pronomi possessivi

Un pronome possessivo è una parola che indica il possesso di una cosa. Nelle lezioni 2 e 3 abbiamo studiato i due modi di indicare il possesso : usando la particella che indica il possesso i-, e mettendo  due cose l’una accanto all’ altra, con o senza l’ articolo tra di esse. Usare un pronome possessive è il terzo modo per indicare il possesso.

Un pronome possessivo è una parola che viene prima di un’altra parola e che indica il possesso della seconda parola: mio, tuo, suo, ecc.

cun: cane

mó: mio

> mó gun: il mio cane

Il pronome possessive causa il cambiamento nelle seguenti parole nella maggior parte dei casi, ma non per la 3a persona singolare femminile e non per la 2a persona plurale.

mó: mio

tó: tuo

ó: suo (di lui)

ó: suo (di lei)

nó: nostro

só: vostro

só: loro

Perchè la 3a, 4a ,6a, e 7a persona sono le stesse, distinte dalla mutazione:la 3 e la 6 causano la mutazione, la 4 e la 7 no.

mó (mio): mut.

tó (tuo): mut.

ó (suo di lui): mut.

ó (suo di lei): no mut.

nó (nostro): mut.

só (vostro): no mut.

só (loro): mut.

gun: il mio cane

gun: il tuo cane

ó gun: il suo cane (di lui)

ó cun: il suo cane (di lei)

gun: il nostro cane

cun: il vostro cane

gun: il loro cane

Ricorda che il possesso può essere anche espresso con la particella i-. In quel casovengono usati I pronomi oggetto,che seguono la cosa posseduta.

cun imí: un cane del mio

cun ithí: un cane del tuo

cun iché: un cane del suo (di lui)

cun ichí: un cane del suo (di lei)

cun iní: un cane del nostro

cun isú: un cane del vostro

cun ichís: un cane di loro

Esercizi

Usando le parole sotto, traduci le seguenti frasi. Puoi trovare le risposte alla fine della lezione.

épis: cavalla

bó: mucca

táru: toro

molth: pecora

gavr: capra

camoch: capra di montagna

élan: cerva

úru: toro selvatico

cáru: cervo

avanch: mostro dell’acqua

bevr: castoro

mórchun: delfino

anchrái: salmone

garan: airone

la mia cavalla:

la tua mucca:

il suo toro (di lui):

la sua pecora (di lei):

la nostra capra:

la vostra capra di montagna:

la loro cerva:

il mio toro selvatico:

il tuo cervo:

il suo (di lui) mostro d’acqua:

il suo (di lei) castoro:

il nostro delfino:

il vostro salmone:

il loro airone:

  1. Dimostrativi

Un pronome dimostrativo è una parola che indica un’altra parola: questo, quello, quelli,quelle.

In Gallico i dimostrativi sono formati da due parti.

  1. l’articolo “in” prima della parola
  2. le parole–sin o –sé unite col trattino alla fine della parola

cun: cane

> in cun-sin: questo cane

> in cun-sé:  quel cane

Se la parola è femminile l’articolo causa la mutazione.

cunis: cagna

> in gunis-sin: questa cagna

> in gunis-sé: quella cagna

Se la parola è plural l’articolo e il dimostrativo restano gli stessi.

in cúné-sin: questi cani

in gunísé-sé: quelle cagne

Esercizi:

Traduci le seguenti frasi. Puoi trovare le risposte alla fine della lezione.

Questa cavalla:

quella mucca:

questi tori:

quelle pecore:

questa capra:

questa capra di montagna:

queste cerve:

quei tori selvatici:

questo cervo:

quel mostro d’acqua:

questi castori:

quei delfini:

questo  salmone:

quell’ airone:

  1. Locativi

I pronomi locativi sono parole che indicano una posizione: qui, lì.

Ci sono due locativi in Gallico.

insin: qui

insé: lì

Esi in cun insin:  il cane è qui

Esi in gunis insé: la cagna è lì

Esi in cun-sin insin: questo cane è qui

Esi in gunis-sé insé: quella cagna è lì

Esercizi:

Traduci le seguenti frasi.Puoi trovare le risposte alla fine della lezione.

La cavalla è qui:

le mucche sono lì:

questo toro è qui:

quella  pecora è lì:

queste capre sono qui:

quelle capre di montagna sono lì:

la cerva è qui:

i tori selvatici sono lì:

questo cervo è qui:

quel mostro acqua è lì:

questi castori sono qui:

quei delfini sono lì:

questo salmone è qui:

questo airone è lì:

Risposte

Esercizio 1

La mia cavalla: mó hépis

La tua mucca: tó vó

Il suo toro (di lui): ó dáru

La sua pecora (di lei): ó molth

La nostra capra: nó ghavr

La vostra capra di montagna: só camoch

La loro cerva: só hélan

Il mio toro selvatico: mó húru

Il tuo cervo: tó gáru

Il suo mostro d’acqua(di lui): ó havanch

Il suo castor (di lei): ó bevr

Il nostro delfino: nó wórchun

Il vostro salmone: só anchrái

Il loro airone: só gharan

Esercizio 2

Questa cavalla: in hépis-sin

Quella mucca: in bó-sé

Questi tori: in tarúé-sin

Quelle pecore: in molthé-sé

Questa capra: in ghavr-sin

Quella capra di montagna: in camoch-sé

Queste cerve: in heláné-sin

Quei tori selvatici: in hurúé-sé

Questo cervo: in cáru-sin

Quel mostro d’acqua: in havanch-sé

Questi castori: in bevré-sin

Quei delfini: in morchúné-sé

Questo salmone: in hanchrái-sin

Quell’airone: in gharan-sé

Esercizio  3

La cavalla è qui: esi in hépis insin

Le mucche sono lì: esi in bóé insé

Questo toro è qui: esi in táru-sin insin

Quella pecora è lì: esi in molth-sé insé

Queste capre sono qui: esi in ghavré-sin insin

Quelle capre di montagna sono lì: esi in camóché-sé insé

La cerva è qui: esi in hélan insin

I tori selvatici sono lì: esi in urúé insé

Questo cervo è qui: esi in cáru-sin insin

Quel mostro d’acqua è lì: esi in havanch-sé insé

Questi castor sono qui: esi in bevré-sin insin

Quei delfini sono lì: esi in morchúné insé

Questo salmone è qui: esi in hanchrái-sin insin

Questo airone è lì: esi in gharan-sé insé

 

Menghavan 11: Colaváru – Mésu Péthach – Inchoran Chwoghníthach

 

Lezione 11: Conversazione – Modo interrogativo– Frase subodinata

 

Nell’undicesima lezione imparerai come costruire una domanda, e come costruire frasi subordinate.

 

 

  1. Conversazione

 

Sotto vi è una conversazione tra due persone. Bren è un uomo, Chiomára è una donna. Entrambi  sono tradizionali nomi gallici. Bren era il capo dell’attacco a Delfi nel 279 AC, Chiomára  era una donna che veniva dalla Galazia.Questa conversazione ti mostra come sono formate le domande.

Bren and Chiomara

 

Bren: Di wath. Pé gaman a hesi ti?

(Bren:Buon giorno.  Come stai?)

 

Chiomára: Esi mi in rhé dhái, bráthu. Ach ti-súé?

(Chiomara: Sto molto bene, grazie.E tu?)

 

Bren: Esi mi in dhái cóéth, bráthu. A ghnía ti o ti-esi pen ré dech?

(Bren:Sto bene anche io, grazie.Sai che hai una bella testa?)

 

Chiomára: Gnía mi … pé a chwéla ti?

(Chiomara:Lo so… cosa vuoi?)

 

Bren: A ghála mi bé ichí a brenuchi ichí gwer mó shédhl’ép?

(Bren: Posso tagliarla per appenderla alla mia sella?)

 

Chiomára: Conechughri!

(Chiomára:Vaffanculo!)

 

Vocabolario:

*MCI= MUTAZIONE DELLLA CONSONANTE INIZIALE

 

pé: cosa (causa  MCI sulla parola seguente)

caman: strada, via

> pé gaman: come

 

dí: giorno

math: buono

> dí wath: buon giorno(MCI  perchè “dí” è una parola femminile)

 

dái: bene

ré: molto (causa MCI sulla parola  seguente)

in:  marcatore avverbiale (causa MCI sulla parola  seguente)

> in rhé dhái: molto bene

 

bráthu: grazie

 

ti: tu

súé: stesso

> ti-súé: te stesso

 

ach: e

 

cóéth: anche

 

gní: sapere

gnía ti: tu sai

a:  particella di domanda (causa MCI sulla parola seguente)

> a ghnía ti: sai che..?

 

o: pronome relative per frasi subordinate> “that, which”; vedi più sotto

ti-esi: you have > vedi sotto

 

pen: testa

tech: bella

> pen ré dech: una bella testa

 

gwéla ti: tu vuoi

pé a chwéla ti: cosa vuoi?

 

gála mi: Io posso

a ghála mi: Posso?

 

bé: tagliare

 

prenuchi: appendere

 

gwer: su, sulla

 

sédhl: sedia

ép: cavallo

> sédhl’ép: sella (sedia da  cavallo)

 

conechughri:  andare a fanculo (espressione idiomatica)

 

 

  1. Formulazione delle domande

 

Come puoi vedere sopra, le domande sono formate  mettendo la particella interrogative “a” davanti al verbo nella frase.

 

gnía ti: tu sai> affermazione.

a ghnía ti?: tu sai…? > domanda.

 

L’ordine delle parole non cambia. L’unica differenza è la particella interrogativa“a”. Essa causa un mutamento della consonante iniziale (MCI) sulla parola  seguente.

 

gála mi: Io posso> affermazione.

a ghála mi?: Posso…? > domanda.

 

Pronomi interrogativi

 

pé: cosa, quale

pé gaman: come

pí: chi

péri: perchè

pémái: dove

ponch: quando

 

 

  1. Il verbo avere

 

Il gallico non ha uno specifico verbo“avere”.Invece, utilizza una costruzione composta usando il verbo “essere”. Essa è formata dal pronome personale dell’entità che”ha” qualcosa, seguita dal verbo “essere”.I due sono uniti da un trattino.

 

mi-esi ép: Io ho un cavallo

 

> mi-esi tradotto come “con me, a me” > mi-esi ép = “a me” è un cavallo

La coniugazione è come segue:

 

mi-esi: Io ho

ti-esi: tu hai

é-esi: egli ha

í-esi: lei ha

ni-esi: noi abbiamo

sú-esi: voi avete

sí-esi: essi hanno

 

Se il soggetto di una frase è specificato viene prima, seguito dal pronome+costruzione col verbo “essere”.

 

in gwir: l’uomo

é-esi: lui ha

cun: cane

> in gwir é-esi cun: l’uomo ha un cane

 

in dóné: le persone

sí-esi: loro hanno

gavré: capre

> in dóné sí-esi gavré: le persone hanno delle capre

 

In una domanda, la particella interrogativa “a”  viene dopo il pronome+costruzione col verbo essere. Questo causa la mutazionedella prima lettera della costruzione.

 

pé a di-esi: cosa hai?

péri a shú-esi épé: perchè voi avete cavalli?

 

In una domanda dove il soggetto è specificato la particella interrogativa  si mette tra il soggetto e il pronome+ costruzione con verbo essere.

 

péri in gwir a hé-esi cun:perchè l’uomo ha un cane?

péri in dóné a shí-esi gavré:perchè le persone hanno delle capre?

 

 

Esercizio 1

 

Costruisci le seguenti frasi.Puoi trovare le risposte alla fine della lezione .

 

Qual’è il tuo nome?

Dove vivi?

Come stai?

Chi è il tuo amico?

Perchè sei qui?

Quando è il tuo compleanno?

 

Io ho un nome:

Tu hai un cane:

Lui ha un cavallo:

Lei ha una mucca:

Noi abbiamo della birra:

Voi avete del vino:

Loro non hanno niente:

Il cavallo ha lunghe orecchie:

L’uomo ha un naso grasso:

I bambini hanno I piedi sporchi:

 

Perchè hai una testa grande?

Perchè loro hanno mani piccole?

Perchè le donne hanno capelli lunghi?

Perchè le mucche hanno corna corte?

 

Vocabolario

 

anu: nome

bithi: vivere

esi: essere

caran: amico

insin: qui

pen’vlédhn: compleanno (pen + blédhn “capodanno”)

cun: cane

ép: cavallo

bó: mucca

curu: birra

gwín: vino

néveth: niente

pen: testa

már: grande

sír: lungo

trughn: naso

galv: grasso

traiéthé: piedi (di più di una persona)

luthrach: sporchi

lámé: mani (di più di una persona)

méi: piccolo

gwolth: capelli

carnu: corno

bir: corto

 

  1. Frasi subodinate

 

Una frasea subordinata è una frase all’interno di un’altra frase. Ha un verbo, soggetto e oggetto che sono  indipendenti dalla frase principale. I due sono legati dalla particella “o”, che si traduce come “che” o “quale”.

 

gnía ti:  tu  sai

o: che

ti-esi: hai

pen: una testa

tech: bella

> gnía ti o ti-esi pen tech: tu sai che hai una bella testa

 

apísa mi: Vedo

o: che

né hesi: non c’è

curu: birra

éth: più

> apísa mi o né hesi curu éth: Vedo che non c’è più birra,

 

Nella frase subordinata la seconda frase (“non c’è più birra”) può stare da sola indipendentemente dalla prima(“vedo”). Le due sono collegate dalla particella “o”.

 

Se la particella “o” è seguita da una parole che inizia per vocale diventa “och”.

 

gwídha mi: Capisco

o: che

esi ti: tu sei

lisc: stanco

> gwídha mi och esi ti lisc: Capisco che  tu sei stanco

 

 

Esercizio 2

Costruisci le seguenti frasi. Puoi trovare le tue risposte alla fine della lezione.

 

Ti meriti che io ti ho (abbia) colpito:

L’uomo vede che il cavallo è ubriaco:

I bambini sentono che i cani ululano:

Le donne sanno che i loro capelli sono lunghi:

Le capre sperano che loro hanno (abbiano) le corna:

Lui pensa che è intelligente:

Lei sa che lui è stupido:

Le persone non sanno che hanno nasi grassi:

 

Vocabolario

 

gwescára: meritare

bói: colpire

mesc: ubriaco

clúi: sentire

duchan: ululare

gwómen: sperare

men: pensare

suchwís: intelligente

duchwís: stupido

 

 

 

 

 

 

Risposte 1

 

Qual’è il tuo nome?: Pé a hesi tó hanu?

Dove vivi?: Pémái a vítha ti?

Come stai?: Pé gaman a hesi ti?

Chi è il tuo amico: Pí a hesi tó garan?

Perchè sei qui?: Péri a hesi ti insin?

Quando è il tuo compleanno?: Ponch a hesi tó ben’vlédhn?

 

Io ho un nome: mi-esi anu

Tu hai un cane: ti-esi cun

Lui ha un cavallo: é-esi ép

Lei ha una mucca: í-esi bó

Noi abbiamo birra: ni-esi curu

Voi avete vino: sú-esi gwín

Loro non hanno niente : sí-esi néveth

 

Il cavallo ha orecchie lunghe: in ép é-esi daus sír

L’uomo ha un naso grasso: in gwir é-esi trughn galv

I bambini hanno i piedi sporchi: in gnáthé sí-esi tráiéthé luthrach

 

Perchè hai una testa grande?: Péri a di-esi pen már?

Perchè loro hanno mani piccolo?: péri a shí-esi lámé wéi?

Perchè le donne hanno capelli lunghi?: Péri in wná a shí-esi gwolth sír?

Perchè le mucche hanno le corna corte?: Péri in bóé a shí-esi carnúé bir?

 

Risposte 2

 

Ti meriti che ti ho colpito: gwescára ti o bóia mi ti

L’uomo vede il cavallo ubriaco: apísa in gwir och esi in ép mesc

I bambini sentono che i cani ululano: clúia in gnáthé o duchána in cúné

Le donne sanno che i loro capelli sono lunghi: gnía in wná och esi só chwolth sír

Le capre sperano che hanno le corna: gwóména in gavré o sí-esi carnúé

Lui pensa che è intelligente: ména é och esi é suchwís

Lei sa che lui è stupido: gnía í och esi é duchwís

Le persone non sanno che hanno nasi grassi: né ghnía in dóné o sí-esi trughné galv

 

Menghavan 12: Inchoráné Rhéiach – Inchoráné hAnréiach

 

Lezione 12: Frasi dirette-Frasi indirette

 

Nella dodicesima lezione imparerai cosa sono le frasi dirette ed indirette, e come vengono costruite in Gallico.

 

Conversazione

 

Sotto vi sono due conversazioni tra 3 persone. Tarchonwoth è un uomo, Tuthchána e Cunvára sono donne.Tutti e tre sono nomi gallici attestati. Queste conversazioni ti mostrano come sono costruite le frasi dirette ed  indirette.

 

collage 3

 

Tarchonwoth: Dí wath, pé gaman a hesi ti?

(Tarchonwoth: Buon giorno, come stai?)

 

Tuthchána: Dí wath adhith cóéth. Esi mi in dhái, bráthu. Ach ti-súé?

(Tuthchana: Buon giorno anche a te.Sto bene, grazie.E tu?)

 

Tarchonwoth: Esi mi in dhái cóéth.

(Tarchonwoth:Anche io sto bene.)

 

Tuthchána: Gwerthamich.

(Tuthchana: Eccellente.)

 

Tarchonwoth: Gwéla mi prin ép. A ghnía ti don nep o gála é rinóthi ép adhim?

(Tarchonwoth:Voglio comprare un cavallo.Conosci qualche persona che può vendermi un cavallo?)

 

Tuthchána: Gnía mi. Gnía mi ben shen o gála ó dúithir rinóthi ép adhith. Esi ó anu Cunvára. Ái a gantha hal in bron ach pétha adhí insé.

 

(Tuthchana:Sì, conosco. Conosco una vecchia donna la cui figlia può venderti un cavallo.  Il suo nome  è Cunvara. Vai dall’alto lato della collina e chiedi di lei lì.)

 

Tarchonwoth: Bráthu ré hélu, esi ti ré chwórethwár.

(Tarchonwoth:Grazie tante, sei molto disponibile.)

 

Tuthchána: Esi í mó harúer imí. Esi í neveth.

(Tuthchana: il piacere è mio, di nulla.)

 

[ Tarchonwoth va dalla vecchia signora dall’altro lato della collina.]

 

Tarchonwoth: Dí wath. A hesi í ti-súé o tó dhúithir í-esi ép a brin?

(Tarchonwoth:Buon giorno. Sei tu la cui figlia ha un cavallo da comprare?)

 

Cunvára: Esi í mi-súé. A chwéla ti ápis in ép o gála mó dhúithir rinóthi ichí?

(Cinvara:Sì, sono io.Vuoi vedere il cavallo che mia figlia può vendere?)

 

Tarchonwoth: In chwír, gwéla mi.

(Tarchonwoth:Sì, lo voglio.)

 

Cunvára: Esi é insé, derchi. A harwéra é adhith?

(Cunvára:Esso è qui, guarda.Ti piace?)

 

 

Vocabulario

 

gwerthamich: eccellente

prin: comprare

don nep: qualcuno

rinóthi: vendere

ben: donna

sen: vecchio

dúithir: figlia

cantha: lato

al: altro

bron: collina

derchi: guardare

 

  1. Frasi dirette

 

Una proposizione diretta  è la parte di una frase  che si riferisce al soggetto della parte precedente della frase.

 

> questo è l’uomo che vuole comprare un cavallo

 

La frase diretta è “che vuole comprare un cavallo”. La parola “che” si riferisce a“l’uomo”, che era il soggetto della precedente parte della frase “questo è l’uomo”.

 

In Gallicoci sono quattro modi di costruire questa frase:

 

  1. a) introducendo la frase con la parola “o”senza riaffermare il soggetto. La parola“o” vuol dire “che” (di cui). Se è seguita da una parola che inizia per vocale, diventa“och”.

 

esi: è

sin: questo

in gwir: l’uomo

o: che (il quale)

gwel: volere

prin: comprare

in ép: il cavallo

 

> esi sin in gwir o gwéla prin in ép:  questo è l’uomo che vuole comprare il cavallo

 

La parola “o”  unisce le due frasi e si riferisce a “l’uomo”. Non c’è confusion  perchè non c’è altra parolanella seconda frase che può essere interpretata come soggetto:

 

gwéla prin in ép: vuole comprare il cavallo

 

La parola “ép”  non può essere interpretata come soggetto perchè non segue subito il verbo.In questo caso non c’è bisogno di riaffermare il soggetto.

 

  1. b) introducendo la frase con la parola “o”e riaffermare il soggetto. Questo è necessario quando può esserci confusione in riferimento a quale è il soggetto della seconda frase

 

esi sin in gwir o gwéla in ép >questa frase può essere interpretata in due modi:

 

– questo è l’uomo che vuole il cavallo

– questo è l’uomo che il cavallo vuole

 

Perchè le parole “in ép”, “il cavallo”  seguono direttamente  dopo il verbo  di cui possono essere interpretate come soggetto del secondo verbo “gwel”, “volere”.

 

Perciò  il soggetto ha bisogno di essere riaffermato con un pronome che si riferisce al soggetto della prima frase. Esso è richiamato usando un pronome riassuntivo .

 

esi sin in gwir o gwéla é in ép: questo è l’uomo che vuole il cavallo

 

La traduzione letterale di questa frase è “questo è l’uomo che lui vuole il cavallo”.

 

In realtà  la frase diretta  diventa una subordinate collegata alla frase principale con la parola “o”.

 

  1. c) collegando la seconda proposizione alla prima col suffisso –ió che viene unita alla fine del verbo della seconda frase.

 

esi sin in gwir gwelió in ép: Questo è l’uomo che vuole il cavallo

 

Il suffisso –ió  si riferisce sempre al soggetto immediatamente prima di esso . La traduzione letterale di questa frase è qualcosa tipo “questo è l’uomo volente il cavallo”.

 

  1. d) collegando la seconda frase alla prima con la preposizione “en”davanti al verbo. Questo comporta il cambiamento della consonante iniziale del verbo. Il verbo è in forma di radice o all’infinito.

 

esi sin in gwir en chwel in ép

 

La traduzione letterale di questa frase è  “questo è l’uomo volente il cavallo”. Esso è la stessa cosa di quando si usa il suffisso–ió.

 

Perchè il verbo è in radice o all’infinito e non può esserci confusion su quale sia il soggetto della seconda frase,pechè un soggetto non può mai seguire un verbo all’infinito.

 

Usare la preposizione  “en” per legare una seconda frase ad una proposizione principalepuò essere fatto solo al presente.

 

 

Le persone scelgono liberamente quale di questi quattro modi utilizzare per costruire le frasi dirette. Comunque, il secondo (b) è quello più semplice.

 

 

  1. Frasi indirette

 

Una frase  diretta fa parte di una frase che fa riferimento al soggetto della parte precedente della frase, ma in modo indiretto.

 

Questo è l’uomo la cui figlia vuole comprare il cavallo

 

La seconda frase inizia con  “la cui figlia”. Le parole “la cui figlia” si riferiscono al soggetto della frase precedente, ma l’attuale soggetto della seconda frase è la figlia, non l’uomo stesso.

 

In Gallico c’è solo un modo per costruire questa frase. La frase è introdotta con la parola“o”  e il soggetto è indicato indipendentemente. Il soggetto diventa “sua figlia”.

 

esi sin in gwir o gwéla ó dhúithir prin in ép

 

La traduzione letterale di questa frase è  “Questo è l’uomo che sua figlia vuole comprare il cavallo”. Come sopra nelle frasi dirette B) la frase diventa una subordinate on un suo soggetto indipendente,  legata alla prima frase con la parola“o”.

 

 

Esercizi

Traduci le seguenti frasi.Puoi trovare le risposte alla fine della lezione.

 

 

cath: gatto

caníath: cantante

druch: cattivo

mapath: bambino

depri: mangiare

grau: sabbia

lavar: parlare

ióinch: giovane

derchi: guardare

rédhi: cavalcare

méi: piccolo

geneth: ragazza

dáthráieth: piedi (un paio)

calwár: stivale

mer: pazzo

líauth: forma

tói: arco

cáthói: freccia

dós: braccio

sír: lungo

nerthach: forte

 

 

Questa è la donna che parla con i gatti:

Ecco l’uomo che è un cattivo cantante:

Questo è il bambino che mangia la sabbia:

Cunvára è la vecchia che parla a Tarchonwoth:

Tarchonwoth è il giovane che guarda Tuthchána:

 

Tuthchána è la ragazza la cui sorella cavalca piccoli cavalli:

Tarchonwoth è l’uomo i cui piedi sono negli stivali:

Cunvára è la donna i cui occhi sono impazziti:

È il cavallo le cui gambe sono in ottima forma:

C’è la donna con l’arco e le frecce le cui braccia sono lunghe e forti:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Risposte

Questa è la donna che parla con i gatti: Esi sé in ven o lavára can gáthé.

 

Ecco l’uomo che è un cattivo cantante: Insin esi in gwir och esi é caníath druch.

 

Questo è il bambino che mangia la sabbia: Esi sin in mapath o depra é grau

 

Cunvára è la vecchia che parla a Tarchonwoth: Esi Cunvára in ven shen en lhavar can Tarchonwoth.

 

Tarchonwoth è il giovane che guarda Tuthchána: Esi Tarchonwoth in gwir ióinch derchió

Tuthchána.

 

Tuthchána è la ragazza la cui sorella cavalca i cavalli piccoli: Esi Tuthchána in gheneth o rédha ó swíor épé méi.

 

Tarchonwoth è l’uomo i cui piedi sono negli stivali: Esi Tarchonwoth in gwir och esi ó dháthráieth en galwáré.

 

Cunvára è la donna che ha gli occhi pazzi: Esi Cunvára in ven och í-esi dáop mer.

 

È il cavallo le cui gambe sono in ottima forma: Esi í in ép och esi ó góché en líauth gwerthamich .

 

C’è la donna con l’arco e le frecce le cui braccia sono lunghe e forti: insé aia in ven can in toi ach in cáthóíé och esi ó dádhós sír ach nerthach.

 

 

Menghavan 13: Inchoráné Gwepsin – Inchoráné Gwep Péthan

 

Lesson 13: Frasi con congiunzioni – Frasi interrogative

 

Nella tredicesima lezione imparerai cosa sono le frasi con le congiunzioni e le frasi interrogative e come vengono costruite in Gallico

Conversazione

 

Sotto vi è una conversazione tra due persone. Marthal  è un uomo e  Suvron è una donna.Entrambi I nomi sono attestati nel Gallico. La conversazione ti mostra come le congiunzioni e le frasi interrogative sono costruite.

 

collage

 

Suvron: Anghnítha mi ma chwéla ti suling canim?

(Suvron: Mi chiedo se vuoi ballare con me?)

 

Marthal: Né ghnía mi pé a chwéla mi ávó. A chwéla mi suling gwé né a chwéla mi?

(Marthal:Non so cosa voglio fare. Voglio ballare o non voglio?)

 

Suvron: Gwéla mi suling canith ach né a chwéla ti?

(Suvron:Voglio ballare con te e tu non vuoi?)

 

Marthal: Gwéla ti suling canim éithr né hesi suling sé o gwéla mi avó.

(Marthal: Tu vuoi ballare con me ma ballare  non è quel che voglio fare.)

 

Suvron: A ghnía ti pí a hesi mi?

(Suvron: Sai chi sono?)

 

Marthal: Né ghnía mi. Cóéth, né ghnía mi pé shulingen a hesi sé.

(Marthal:Non lo so. Inoltre, non so cosa sia questo ballo.)

 

Suvron: A ghnía ti pé gaman a shuling?

(Suvron: Sai ballare?)

 

Marthal: Né ghnía mi. Né ghnía mi diaman pémái a hádha mó dhálam, ach né ghnía mi diaman ponch a wantha mó dháthráieth.

(Marthal:No. Non so mai  dove mettere le mie mani ,  e non so mai quando muovere  i miei piedi.)

 

Suvron: A ghnía ti péri a chwéla mi o sulinga ti canim?

(Suvron: Sai perchè io voglio che tu balli con me?)

 

Marthal: Né ghnía mi. A chwéla ti gní pethi báné u guru a híva mi pap dí?

(Marthal: Non so farlo.Vuoi sapere quanti bicchieri di birra bevo ogni giorno?)

 

Suvron: Esi mi certh o né chwéla mi gní. Duch, pé a chwéla ti ávó?

(Suvron: Sono sicura di non volerlo sapere.Allora, cosa vuoi fare?)

 

Marthal: Gwéla mi ívi curu éth.

(Marthal: Voglio bere più birra.)

 

Significato dei nomi:

 

Marthal: Grande Fronte(< Marotalus)

 

Suvron: Buon  Seno(< Subroni)

 

 

Vocabolario

 

anghníthi:  chiedersi

gwel: volere

suling: ballare

gní: sapere

ávó: fare

éithr: ma

cóéth: anche, inoltre

diaman: mai

ma: se

pé: cosa

gwé: o, oppure

ach: e

pí: chi

pé shulingen: quale (danza)

pé gaman:  come (quale modo)

pémái: dove

ponch: quando

ádha: mettere

dálam:  mani ( di una persona> un paio di mani)

mantha: muovere

dáthráieth:  piedi (di una persona > un paio di piedi)

péri: perchè

pethi: quanto/quanti

pan: tazza

u: si (quantità)

curu: birra

ívi: bere

pap: ogni

dí: giorno

duch:  quindi, comunque, allora

éth: più (quantità)

 

 

  1. Congiunzioni

Una proposizione con le congiunzioni  è una frase che è legata ad un’altra antecedente ad essa con una congiunzione,unendole in un’ unica proposizione. Le congiunzioni sono:

 

ma: se

gwé: o, oppure

ach: w

éithr: ma

sé o: quello/ quale (quello che)

 

 

Frasi con le congiunzioni trovate nella conversazione:

 

 

  1. a) Suvron: Anghnítha mi ma chwéla ti suling canim?

(Suvron: Mi chiedo  se vuoi ballare con me?)

 

  1. b) Marthal: A chwéla mi suling gwé né a chwéla mi?

(Marthal: Voglio ballare o  non voglio?)

 

  1. c) Suvron: Gwéla mi suling canith ach né a chwéla ti?

(Suvron:  Voglio ballare con te  e   tu non vuoi ?)

 

  1. d) Marthal: Gwéla ti suling canim éithr né hesi suling sé o gwéla mi avó.

(Marthal:  Tu vuoi ballare con me ma  ballare  non è  quello  che voglio fare.)

 

Le congiunzioni “cosa” e “ quale” sono molto importanti. Possono essere usate in due modi: come una parola che si riferisce a qualcos’ altro e come una domanda.

 

Le parole “che” e “quale/cui”  che si riferiscono a qualcos’altro  sono tradotte con la frase “sé o”,  che letteralmente vuol dire “ciò che”.Essa è utilizzata nell’ultimo esempio sotto.

 

 

Marthal:[…] né hesi suling sé o gwéla mi avó.

(Marthal: […] ballare non è ciò che voglio fare.)

 

Nella frase “… ballare non è ciò che voglio fare” la parola “ ciò”  è tradotta con “sé o”.

 

Nella traduzione in italiano la parola è tradotta con “ciò che” senza cambiare il significato della frase .  Se questo può essere fatto,  sia che la parola “cosa/ciò” è usata come congiunzione , e non come un avverbio interrogativo.

 

Se la parola “ cosa”  non può essere tradotta in italiano con “ ciò che”,  e nella frase vi è una domanda, bisogna tradurla con avverbio interrogativo.

 

 

  1. Frasi con avverbi interrogativi

 

Una frase con avverbio interrogativo  è una frase che è legata alla proposizione precedente con un avverbio interrogative, unendole inuna sola frase . Solitamente c’è un aspetto di qualcosa non conosciuto implicate nella frase, indicando una domanda. Gli avverbi interrogative sono:

 

pí: chi

pé: cosa

pé gaman: come

pémái: dove

ponch: quando

péri: perchè

pethi: quanto/quanti

 

Sono seguiti dalla particella interrogative  “a” se vi è implicate una domanda,come nella maggior parte dei casi. Nel caso di “pethi” (quanti)  la particella interrogative “a”  segue l’oggetto specificato (Quanti/quanto di qualcosa).

 

Se non vi è implicate una domanda, non sono seguiti dalla particella “a”. Le parole “pémái” (dove) e “ponch” (quando) possono essere utilizzate a livello narrativo, per raccontare una storia.  In quel caso non indicano una domanda  e non sono seguite dalla particella “a”.

 

 

  1. a) Suvron: A ghnía ti pí a hesi mi?

(Suvron: Sai chi sono?)

 

  1. b) Marthal: Né ghnía mi. Cóéth, né ghnía mi pé shulingen a hesi sé.

(Marthal: Non lo so. Inoltre, non so che ballo è questo.)

 

  1. c) Suvron: A ghnía ti pé gaman a shuling?

(Suvron:Sai ballare?)

 

  1. d) Marthal: Né ghnía mi. Né ghnía mi diaman pémái a hádha mó dhálam, ach né ghnía mi diaman ponch a wantha mó dháthráieth.

(Marthal Non so farloNon so mai dove mettere le mie mani, e non so mai quando muovere I miei piedi .)

 

  1. e) Suvron: A ghnía ti péri a chwéla mi o sulinga ti canim?

(Suvron:Sai perchè voglio che tu balli con me?)

 

  1. f) Marthal: Né ghnía mi. A chwéla ti gní pethi báné u guru a híva mi pap dí?

(Marthal: Non lo so. Vuoi sapere quanti bicchieri di birra bevo al giorno?)

 

 

Esercizi

 

Traduci le seguenti frasi. Puoi trovare le risposte alla fine della pagina.

 

mer: pazzo

tech: bella

dal: cieco

galv: grasso

cára: amare

mesc: ubriaco

duchwís: stupido

clúi: ascoltare

spá: dire

tiern: capo

dichéni: mostrare

gwín: vino

ívi: bere

sóni: dormire

coimi: cadere

can: cantare

súel: sole

íthi: andare giù

 

Voglio sapere se tu sei pazzo:

Sei bella o sono io cieco?:

Sono grasso e lo amo:

Sono ubriaco ma tu sei stupido:

Non posso sentire quello che tu dici:

 

Voglio sapere chi è il capo:

Non capisco cosa vuoi :

Puoi mostrarmi come farlo?:

Non posso credere quanto vino bevi:

Non so perchè fai questo:

 

Voglio dormire dove cado:

Io canto quando il sole va giù:

 

 

Risposte

Voglio sapere se sei pazzo: Gwéla mi gní ma hesi ti mer.

Sei bella o sono io cieco?: A hesi ti dech gwé a hesi mi dal?

Sono grasso e lo amo: Esi mi galv ach cára mi chí.

Sono ubriaco ma tu sei stupido: Esi mi mesc éithr esi ti duchwís.

Non posso sentire quello che tu dici: Né ghála mi clúi sé o spá ti.

 

Voglio sapere chi è il capo: Gwéla mi gní pí a hesi in tiern

Non capisco cosa vuoi: Né chwídha mi pé a chwéla ti.

Puoi mostrarmi come farlo?: A ghála ti dichéni adhim pé gaman a hávó ichí?

Non posso credere quanto vino bevi: Né ghála mi crédhi pethi chwin a híva ti.

Non so perchè fai questo: Né ghnía mi péri a háva ti sin.

 

Voglio dormire dove cado: Gwéla mi sóni pémái cóima mi.

Io canto quando il sole va giù : Cána mi ponch ítha in súel.

 

Menghavan 14: In Goghníth Vrétrach

Lezione 14: Il sistema verbale

 

Nella quattordicesima lezione imprarerai come funziona il sistema verbale in Gallico.

 

 

Conversazione

 

Sotto c’è una conversazione tra due persone. Gwirchan è un uomo e Benghal è una donna.Entrambi sono nomi attestati in gallico.La conversazione ti mostra come funziona il sistema verbale.

 

collage-2017-05-19

 

Gwirchan: Éi geneth, díái insin!

(Gwirchan: Hey ragazza,vieni qui!)

Benghal: Né chwéla mi díái insin.

(Benghal: Non voglio venire.)

Gwirchan: Ména mi o gwelsí ti ápis sin.

(Gwirchan:Penso che tu vorrai vedere questo.)

Benghal: Menthú ti péthé élu cin shin.

(Benghal:Hai pensato ad un sacco di cose prima di questo.)

Gwirchan: Garsíthu mi ti íóné élu cin glúia ti.

(Gwirchan:Ti avrò chiamato un sacco di volte prima che tu potessi sentirmi.)

Benghal: Ré glúi mi díes, ach né rhé ‘pá ti neveth.

(Benghal:Ho sentito ieri,e non mi hai detto nulla.)

Gwirchan: Ré shedhisí mi insin en ghar ri haman shír cin rhé rhethú ti insin.

(Gwirchan: Sarei seduto qui  chiamando per un sacco di tempo prima che tu fossi corsa qui .)

Benghal: Esi sé riveth né rhé chwel mi réthi insé. Péri a rhé havósíthu mi sé?

(Benghal:Questo è perchè non voglio correre lì.Perchè avrei dovuto farlo?)

Gwirchan: Né shéthé duchis. Och apisí ti in sudherch-sin tech. Derchi ni sin rochan!

(Gwirchan:Non essere stupida.Potresti vedere questa bella vista.Guardiamola insieme!)

Benghal: Dái, dái, esi mi en dhíái. Delghe to dhúan. Pé a hesi í o gwéla ti och apísa mi?

(Benghal:Bene, bene, sto venendo. Rilassati .Cos’è che vuoi farmi vedere?)

Gwirchan: Derchi insé. Esi in Lithau en hána.

(Gwirchan: Guarda qui.La Terra sta respirando.)

 

Nomi:

 

Gwirchan @ Uomo Cantante(< Uirocantus “canzone-uomo”, Delamarre 2003, p. 321)

Benghal @ Donnaforte(< Banogalis “forza-donna”, Delamarre 2003, p. 72)

  1. La radice verbale/infinito – l’imperativo

 

La radice verbale o infinito è la forma base del verbo.Non ha prefssi o suffissi.

 

díái: venire

gwel: volere

 

L’imperativo  (dare un comando)è lo stesso della radice verbale.Esso è detto in tono di comando.

 

díái insin! : vieni qui!

 

Ci sono dette diversi tipi di radici verbali,dipendenti dal loro finale.

 

  1. a) finale in-n, -r or -l

 

men: pensare

gar: chiamare

gwel: volere

 

  1. b) finale in vocale + -i

 

díái: andare

clúi: ascoltare

 

  1. c) finale in consonante + -i

 

réthi: correre

derchi: guardare

sédhi: sedere

 

  1. d) finale in -a

 

spá: dire

ána: respirare

 

e)finale in –e

 

delghe: tenere

 

  1. f) finale in -o

 

ávó: fare

 

  1. g) finale in -s

 

ápis: vedere

 

 

  1. Il tempo Presente

 

Il Presente  è formato dando  alla radice un suffisso (aggiunto alla fine). Questo suffisso è  –a.

 

  1. a) Se la radice verbale termina in -n, -r, -l oppure -s , questa finale –a è aggiunta alla fine.

 

gwel: Volere

> gwéla mi: Io voglio

 

men: pensare

> ména mi: Io penso

 

gar: chiamare

> gára mi: Io chiamo

 

ápis: vedere

> apisa mi: Io vedo

 

  1. b) Se la radice verbale termina per vocale + -I,la finale –a è aggiunta alla fine.

 

díái: venire

> diáia mi: Io vengo

 

clúi: ascoltare

> clúia mi: io ascolto

 

c)Se la radice verbale termina in –a, essa non cambia.

 

spá: dire.

> spá mi: Io dico

 

  1. d) Se la radice verbale finisce in consonante+ -i, -e ,–o queste –i, -e, –o cambieranno in –a.

 

réthi: correre

> rétha mi: Io corro

 

delghe: tenere

> delgha mi: Io tengo

 

ávó: fare

> áva mi: Io faccio

 

  1. Il presente progressivo

 

Il presente progressive è format usando la preposizione “en”.Viene messa davanti alla radice verbale. Questo comporta un cambiamento della consonante iniziale sulla radice del verbo.

ána: to breathe

> esi in Lithau en hána:La Terra sta respirando.

 

  1. Il Passato semplice

(Imperfetto, passato prossimo)

Il passato semplice è formato  usando la particella “ré”.Viene messa davanti alla radice verbale. Questo comporta un cambiamento della consonante iniziale sulla radice del verbo.

 

clúi: Ascoltare

> ré glúi mi: Ho ascoltato

 

spá: dire

> ré ‘pá ti neveth: non hai detto nulla

 

  1. Passato prossimo

 

Essa è formata  dando alla radice del verbo un suffisso (un finale).

 

  1. a) radici verbali in : -n,- r, -l, -a, e,- o, e -i non includendo–thi e -dhi

 

Per queste radici verbali il finale è –thu.

 

men > menthu mi: Io ho pensato

gar > garthu mi: Io ho chiamato

gwel > gwelthu mi: Io ho volute

spá > spathu mi: Io ho detto

delghe > delghéthu mi: Io ho tenuto

ávó > avóthu mi: Io ho fatto

derchi > derchíthu mi: Io ho guardato

 

b)radici verbali in –thi, -dhi  e -s

 

Per queste radici il finale –I cambia in –ú. Questa–ú ha l’accento.

 

sédhi > sedhú mi: Io mi sono seduto

réthi > rethú mi: Io ho corso

ápis > apisú mi: Io ho visto

 

  1. Il futuro semplice

 

Esso è format dando alla radice verbale un suffisso ( un finale).

 

  1. a) tutte le radici verbali tranne quelle in -s

 

Per queste radici verbali il finale è –sí. La–í è accentata.

 

men > mensí mi: Io penserò

gar > garsí mi: Io chiamerò

gwel > gwelsí mi: Io vorrò

spá > spasí mi: Io parlerò

delghe > delghesí mi: Io terrò

ávó > ávosí mi: Io farò

derchi > derchisí mi: Io vedrò

sédhi > sedhisí mi: Io mi siederò

réthi > rethisí mi: Io correrò

 

  1. b) radici verbali in -s

 

Per queste radici verbali il finale è –í. La–íè accentata.

 

ápis > apisí mi:  Io vedrò.

 

  1. Il futuro condizionale

Si forma  mettendo la particella “ré davati alla forma del future semplice . La particella “ré” comporta il cambiamento della consonante iniziale della radice verbale.

 

men > ré wensí mi: Io penserei

spá > ré ‘pasí mi: Io direi

derchi > ré dherchisí mi: Io fisserei

ápis > ré hapisí mi: Io vedrei

 

  1. Trapassato prossimo

Si forma mettendo la particella ‘ré” davanti al passato prossimo . La particella “ré” comporta il cambiamento della consonante iniziale della radice verbale.

 

 

gar > ré gharthu mi: Io avevo chiamato

delghe > ré dhelghéthu mi: Io avevo tenuto

sedhi > ré shedhú mi: Io mi ero seduto

 

  1. Futuro anteriore

 

Si crea aggiungendo il finale –thu al futuro  semplice.

 

gwel > gwelsíthu mi: Io avrò voluto

ávó > ávosíthu mi: Io avrò fatto

réthi > rethisíthu mi: Io avrò corso

 

  1. Condizionale passato

Esso si crea  mettendo la particella “ré” davanti al future anteriore.

 

> ré chwelsithu mi: Io avrei voluto

> ré havosíthu mi: Io avrei fatto

> ré rhethisíthu mi: Io avrei corso

 

11.Passato progressivo , Futuro  e Condizionale

 

Il passato progressive può essere messo in tutte le forme mettendo il verbo “essere” in tutte  le forme.

> bú mi en hána: Io stavo respirando

> bí mi en hána: Io starò respirando

> éthu mi en hána: Io ho respirato

> biéthu mi en hána: Io avrò respirato

> ré ví mi en hána: Io vorrei respirare

> ré héthu mi en hána: Io stavo respirando

> ré viéthu mi en hána: Io avrei respirato

 

  1. La forma “Potere”

 

Essa esprime un desiderio . Si forma mettendo la particella “o” (“che”) davanti al future semplice .

 

ápis: vedere

> apisí ti: tu vedrai

> och apisí ti: tu potrai vedere

 

Può essere usato anche con la forma al passato.

 

> och apisíthu ti:  Avresti potuto vedere

 

  1. Laa forma “Noi”

 

Essa indica un commando ad un gruppo di persone incluso chi parla. Si crea usando la forma imperativa (commando) con il pronome personale “ni” (noi)

 

derchi: guardare

> derchi!: guarda!

> derchi ni!: guardiamo!

 

  1. Il commando indiretto

Questa formaesprime un commando indiretto. Viene costruita come

una frase subordinaae con  “o” (“che”).

 

gwéla ti: tu vuoi

apísa mi: io vedo

> gwéla ti och apísa mi: tu vuoi che io veda (=tu vuoi me che io veda)

 

  1. La forma impersonale

 

Essa è formata aggiungendo il finale–or  alla fine della radice verbale. Vuole dire che un verbo agisce senza un soggetto in generale.

 

men: pensare

> menor:  si pensa

 

rinchi: aver bisogno

> rinchor:  Si ha bisogno/è necessario

 

Essa può essere combinata con tutte le forme verbali.

 

> ré rhinchor: era necessario

> rinchorthu: è  stato necessario

> ré rhinchorthu: fu necessario

> rinchorsí: sarà necessario

> rinchorsíthu: sarà stato necessario

> ré rhinchorsí: sarebbe necessario

> ré rhinchorsíthu: sarebbe stato necessario

> rinchor!:  è necessario! Sia necessario!

> o rinchorsí: potrebbe essere necessario

> gwéla mi o rinchor: Io voglio che sia necessario

 

 

Esercizi

 

Traduci le seguenti frasi .

Utilizza i verbi riportati sotto, oltre a quelli appresi nelle lezioni precedenti. Puoi trovare le risposte alla fine della lezione.

 

 

 

trughni: russare

ausi: ascoltare

gridare: druchar

cadere: cóimi

piangere: duiar

ridere: suiar

carni: costruire

dicarni: distruggere

dwaéli: scoreggiare

tái: toccare

croswi:  navigare

depri: mangiare

sóni: dormire

baciare: buswi

sentire: menthái

camminare: cáma

salire: dres

crescere: mári

festeggiare: líthi

succedere: gwéri

 

Vai lì!:

Ascoltami!:

Io parlo:

Tu dici:

Lui grida:

Lei sta russando:

Siamo caduti:

Hai cantato:

Hanno sparso:

Hanno toccato:

Ho costruito:

Hai distrutto:

Lui piangerà:

Lei riderà:

Vorremmo vedere:

Voi sentireste:

Avevano navigato:

Avevo mangiato:

Avrai bevuto:

Avrà dormito:

Lei vrebbe baciato:

Avremmo sentito:

Voi avreste camminato:

Loro si sarebbero arrampicati:

Potresti  essere cresciuto:

Festeggiamo !:

Vogliono che noi lasciamo:

Sarebbe accaduto:

 

Risposte:

 

Vai lì!: ái insé!

Ascoltami !: ausi adhim!

Parlo: lavára mi

Tu dici: spá ti

Grida: esi é en dhruchar

Lei sta russando: esi í en drughni

Siamo caduti: ré góimi ni

Hai cantato: ré gan sú

Hanno sparso: ré dhwaéli sí

Hanno toccato: ré wenthái sí

Ho costruito: carníthu mi

Hai distrutto: dicharníthu ti

Lui piangerà: duiarsí é

Lei riderà: suiarsí í

Vedremo: ré hapisí ni

Voi sentireste: ré glúisí sú

Avevano navigato: ré groswíthu sí

Avevo mangiato: ré japrásdu mi

Vi sarete ubriacati: ivisíthu ti

Lui avrà dormito: sonisíthu é

Lei avrebbe baciato: ré vuswíthu í

Avremmo sentito: ré wentháisithu ni

Voi  avrete camminato: biéthu sú en gáma

Avrebbero scalato: ré viéthu sí en dhres

Potresti essere cresciuto: o marsíthu ti

Festeggiamo !: líthi ni!

Vogliono che noi lasciamo: gwéla sí o técha ni

Sarebbe accaduto: ré chwerorsíth

 

 

Menghavan 15: In Goghníth hOlédhach

 

Lezione 15: Il sistema dello spazio

 

Nella quindicesima lezione  come funziona il sistema dello spazio in Gallico.

 

Lesson 15 conversation 4

Conversazione

 

Sottoci è una conversazione tra molte persone .Una è una donna, Gwérudhumna.Gli altri sono quattro uomini della guardia costiera gallica, Derchun, Bledhínu, Comprínu, Duvnach e Tarthu. Viene attestato che il popolo gallico apprezzava esprimersi tramite indovinelli.

 

Gwérudhumna = larga-scura< Uerodumna

Tarthu = l’asciutto< Tartos

Bledhínu = persona lupesca, con sembianze di lupo< Bledinos

Comprínu = persona albero, legnosa < Comprinnos

Derchun = osservatore < Dercunos

Duvnach = persona profonda< Dubnacos

Cunwór = lupo di mare, cane marino< Cunomori

 

Gwérudhumna: Di wath, mapáthé insé íth anel! Pé gaman a hesi sú?

(Gwerdhumna: Buongiorno, ragazzi lì giù ! Come state?)

 

Derchun: Dí wath, Gwérudhumna insé ardhu uchel! Esi ni in dhái. Ach ti-súé?

(Derchun:Buon giorno, Gwérudhumna lì sopra!Noi stiamo bene. E tu?)

 

Gw: Né héthu mi chwer dhái diaman. A hesi sú gwó in halis-sin?

(Gw:Mai stata meglio.Siete sotto questa scogliera?)

 

Bledhínu: Esi ni. A hesi ti gwer in halis?

(Bledhínu: Ci siamo. Tu sei sopra la scogliera?)

 

Gw: Esi mi.

(Gw:Ci sono.)

 

Bl: Gwerthamich.

(Bl:Eccellente.)

 

Gw: Gwéla mi díái aner a hápis sú.

(Gw:Voglio venire giù a vedervi.)

 

Comprínu: Né dhíái insin aner! Esi in senthu ré dhruch. Gála ni gar uch adhith!

(Comprínu:Non venire qui giù! Il sentiero è molto brutto. Possiamo gridare sopra a te!)

 

Gw: Math, peth nep o gwéla sú.

(Gw:Va bene, come volete.)

 

Duvnach: Duch, pé a chwéla ti, Gwérudhumna?

(Duvnach:Allora, cosa vuoi, Gwérudhumna?)

 

Gw: Ré chwelsí mi pétha adhú ma hapisú sú mó garan’wir uchedh Tarthu.

(Gw: Volevo chiedervi se avete visto il mio fidanzato superiore Tarthu.)

 

De: Á … apisú ni ché.

(De: Aah …lo abbiamo visto.)

 

Gw: Pé gaman a hesi é?

(Gw:Come sta?)

 

De: Ne hesi é dáisam.

(De:Non sta molto bene.)

 

Bl: Esi é méthamich méiu.

(Bl:Staà un pò in media/ così così.)

 

Co: Esi é més médhoch, in chwír.

(Co:Sta abbastanza male in verità.)

 

Du: Ré ghalsí ni spá och esi é gwer wés co wés, cotham.

(Du:Possiamo dire che sta peggio più che male, anche.)

 

De: Ména ni och esi ó ch’iachas anedh méiu, en vithwíras.

(De:Pensiamo che la sua salute sia un pò inferiore, in realtà.)

 

Bl: Bathwíor och esi é co hanamich co rhé ghalsí é bis.

(Bl:Sembra più povero di quanto possa essere.)

 

Co: Galvis mesam ó vith, a ghnía ti.

(Co: Forse il peggio della sua vita, sai.)

 

Gw: Né ghnía mi neveth! Esi sú en lhavar cachu adhim. Pémái a hesi é? Gwéla mi ápis iché nú in govíon!

(Non so nulla !Mi state parlando di merda. Dov’è? Voglio vederlo immediatamente!)

 

De: Esi é insé pel.

(De: Lui è laggiù.)

 

Cunwór: Úúúúúúúúúúúúúúúú ….

(Cunwór: Uuuuuuuhhhhh …)

 

 

Gwérudhumna = larga-scura< Uerodumna

Tarthu = l’asciutto < Tartos

Bledhínu = persona lupesca < Bledinos

Comprínu = persona legnosa < Comprinnos

Derchun = osservatore < Dercunos

Duvnach = persona profonda < Dubnacos

Cunwór = lupo marino < Cunomori

 

 

  1. Aspetto spaziale fisico

 

L’aspetto fisico spaziale espresso usando dei valori opponenti:

 

uch: su                          / aner: giù

uchel: sopra/al di sopra  anel: sotto/al di sotto

ardhu: in alto                    / íth: in basso

gwer: sopra  (qualcosa)                    / gwó: sotto (qualcosa)

 

Esempi dalla conversazione sopra:

 

Di wath, mapáthé insé íth anel > Buongiorno, ragazzi lì sotto

Dí wath, Gwérudhumna insé ardhu uchel >Buon giorno, Gwérudhumna lissù

A hesi sú gwó in halis-sin > Siete sotto la scogliera?

A hesi ti gwer in halis > Sei sopra la scogliera?

Gwéla mi díái aner a hápis sú > Voglio venire giù a vedervi

Gála ni gar uch adhith > Possiamo gridare sopra a te

 

 

  1. Adattamenti metaforici ai valori degli spazi

 

  1. a) I valori spaziali dati sopra sono adattati per dare un significato metaforico di qualità:

 

uchedh: superiore, migliore (< uch “su”)

anedh: inferiore, peggiore (< ane- “giù”)

 

Esempi dalla conversazione:

 

mó garan’wir uchedh > il mio fidanzato migliore

esi ó ch’iachas anedh méiu > la sua salute è un po’ inferiore

 

  1. b) Le nozioni di spazio servono anche a costruire un sistema di valore basato sul“tam”, che vuol dire“qualità/classe”. Esso viene combinato con an- (< ane-), “bassa qualità”; mé- (< médh-, “middle”) “media qualità”; and gwer- “on”, i.e. “alta qualià”.

 

anamich: peggiore,cattivo, povero (qualità)

méthamich: mediocre,ordinario, medio(qualità)

gwerthamich: migliore, buono, eccellente(qualità)

 

Esempi dalla conversazione:

 

Gwerthamich < Eccellente

Esi é méthamich méiu > Lui è un po’ nella media

esi é co hanamich co rhé ghalsí é bis > è povero quanto può esserlo

 

 

  1. Sistema dei valori comparativi

 

L’uso metaforico dei valori spaziali è combinato con le regolari parole della qualità (buono, cattivo etc.)per costruire due sistemi paralleli di giudizio.

 

a)Un sistema è regolare. Utilizza le parole buono/cattivo in congiunzione col valore spaziale “gwer”, “su”,  per costruire il comparativom e il suffisso –am  per costruire il superlativo

dái – gwer dhái– dáisam > buono – migliore- ottimo

mes – gwer wes – mesam > cattivo- peggiore- pessimo

 

Esempi dalla conversazione:

 

Esi ni in dhái > stiamo bene (usato con la particella avverbiale “in”)

Né héthu mi chwer dhái diaman > Non sono mai stata meglio

Ne hesi é dáisam > non è al meglio

esi é gwer wés co wés > sta peggio che male

Galvis mesam ó vith > forse il peggio della sua vita

 

b)Un sistema è irregolare. Utilizza le parole alternative per buono/cattivo in congiunzione coi termini di valore spazialeper formulare il comparative e superlativo.

 

math –  uchedh   –  gwerthamich: bene/ buono      superiore     eccellente

druch – anedh –    anamich: cattivo       inferiore    povero

 

Esempi dalla conversazione:

 

Dí wath > buon giorno

mó garan’wir uchedh > il mio fidanzato migliore/superiore

Gwerthamich > eccellente

Esi in senthu ré dhruch > il sentiero è molto cattivo

esi ó ch’iachas anedh méiu > la sua salute è un po’ inferiore

esi é co hanamich co rhé ghalsí é bis > lui è povero quanto può esserlo

 

 

  1. Parole di conversazione

 

La conversazione sopre mostra alcune parole che possono essere usate in un modo di conversazione per modificare o moderare affermazioni.

 

médhoch: abbastanza

cotham: anche

en vithwíras: in realtà

in govíon: immediatamente

in chwír: in verità

 

Esempi dalla conversazione:

 

Esi é més médhoch, in chwír > sta abbastanza male, in verità

Ré ghalsí ni spá och esi é gwer wés co wés, cotham > Possiamo dire che sta peggio che male,anche.

esi ó ch’iachas anedh méiu, en vithwíras > la sua salute è un po’ inferiore, in realtà

Gwéla mi ápis iché nú in govíon > Voglio vederlo immediatamente

 

 

Esercizi:

 

Traduci le seguenti frasi usando il vocabolario dato. Le risposte possono essere trovate alla fine di questa lezione.

 

scalare: dres

albero: pren

andare: ái

grotta: balu

cascata: uchón

rocce: carché

fonte: anón

scogliera: alis

montagna: brí

palude: latha

gru: garan

fiume: ávon

correre: ríthi

terreno (suolo): ughr

birra: curu

vino: gwín

mela: aval

pane: barghu

carnet: cich

ascia: gwidhuv

spada: cládh

pala: scothír

storia: spáthl

danza: sulingen

musica: canthl

bugia: cóias

prestazione: gwothan

salute: iachas

cavallo: ép

 

 

Io scalo su un albero:

Tu vai giù dentro una grotta:

C’è una cascata sopra le rocce:

C’è una sorgente sotto la scogliera:

La montagna è alta:

La palude è bassa:

La gru siede sul toro:

Il fiume corre sotto il suolo:

 

Questa birra è superiore:

Questo vino è inferiore:

 

Questa mela è buona:

Questo pane è migliore:

Questa carne è la migliore (ottima):

 

Quest’ascia è cattiva, di scarsa qualità:

Questa spada è peggio:

Questa pala è la peggiore:

 

Quella storia è bella:

Quella danza è superiore:

Quella musica è eccellente:

 

Quella bugia è cattiva:

Quella prestazione è inferiore:

La condizione di quel cavallo è povera:

 

 

Risposte:

 

Io scalo su un albero: drésa mi uch en bren

Tu vai giù dentro ad una grotta: áia ti aner en valu

C’è una cascata sopra le rocce: esi uchón uchel in garché

C’è una fonte al di sotto della scogliera: esi anón anel in halis

La montagna è alta: esi in vrí hardhu

La palude è bassa: esi in lhatha híth

La gru siede sul toro: sédha in garan gwer in táru

Il fiume corre sotto il suolo: rítha in ávon gwó in ughr

 

Questa birra è superiore: esi in curu-sin uchedh

Questo vino è inferiore: esi in chwín-sin hanedh

 

Questa mela è buona: esi in haval-sin dhái

Questo pane è migliore: esi in barghu-sin gwer dhái

Questa carne è la migliore: esi in gich-sin dháisam

 

Quest’ascia è cattiva: esi in gwidhuv-sin més

Questa spada è peggio: esi in gládh-sin gwer wés

Questa pala è la peggiore: esi in ‘cothír-sin wesam

 

Quella storia è bella: esi in ‘páthl-sé wath

Quella danza è superiore: esi in sulingen-sé uchedh

Quella musica è eccellente: esi in ganthl-sé chwerthamich

 

Quella bugia è cattiva: esi in góias-sé dhruch

Queslla performance è inferiore: esi in chwothan-sé hanedh

La salute di quel cavallo è povera: esi iachas in ép-sé hanamich

 

Menghavan 16: In Goghníth hAmanach

 

Lezione 16: il sistema temporale

 

Nella sedicesima lezione  imparerai come funziona il sistema temporale in Gallico.

 

 

Conversazione

 

Un uomo, Arthu,  sta parlando ad una donna, Melina.

 

Arthu = Orso< Artos

Melina = Miele< Melina

 

Lesson 16 conversation

 

 

 

A: Éi, esi didhúrach riem aman. Aman a chwéri canith, in chwerpenach.

M: Á, esi aman mó chwerpenachu.

A: A hesi í in vithwír?

M: Esi í. Dáma mó hempá adhith in gaman o cerdha í …

A: Suvis.

M: Diantha aman can shechóné, och áva sí minúthé, och áva sí óré.

A: Esi sé certh.

M: Né ghavisí mini sin éithr sim ór.

 

A: Iánu sath.

M: Esi dádhech ór en dhí, ach dádhech ór en nhóith, a hanétham a’n nóith’samálé.

A: In gerth.

M: Esi erédhl gwochon-pethr ór anwíthu “lathíu”.

A: Esi í.

M: Enelgha lathíu báréi, methin, médhi, óswédhi, nesnóith, ach médhnóith.

 

A: Iánu sath. Arwéra adhim in rhanalch in nóith. Ach ti?

M: Penarwéra adhim in dhí.

A: Apísa mi. Pé a havosí ti aváréi?

M: In peth samal o ré hávó mi díes ach cin dhíes.

A: Ach pé a vú sé?

M: Bí mi en dhiluthri mó shuchnusan u béné seríthu.

A: Echan dhinéan. Ach ós haváréi?

M: In shamal.

A: Certh.

M: Nú, áva séith nóith séithnóith.

A: In vithwír?

M: Ach esi in dá dí ós anwíthu in penséithnóith.

A: Á, trévíu lavára ti amí … pé a havosí ti in penséithnóith-sin?

M: Bí mi en lhauni mó chwolth en dhúan’ép ach duvr’wargh.

A: Certh.

M: Avóthu mi chi siní ach avosí mi chí athé sinóith.

A: Sulichach.

M: Duch, esi pethr séithnóith en on mís.

A: Esi.

M: Ach esi trí mís en on sonching.

A: A hesi?

M: Esi. Ach esi pethr sonching en on bledhn: gwíson, sam, meth, gíam.

A: Swausa í certh éth gwé anéth.

M: Ach litha ni gweráné chwerpenach tar in bledhn. Comíu penvledhné.

A: Esi sé certh! Ponch a hesi tó benvlédhn ach pé a havosí ti?

M: Bú í in séithnóith ós.

A: Á.

M: Auné nep ni-esi litháné trinóith ach dechnóith, comíu ri shán’suélé ach samal’nóithé.

A: In gerth! Pé a havosí ti ton?

M: Bí mi en shuling dherthol ér in ten …

 

A: Á! Nú lavára ni …

M: … can mó garáné geneth …

A: Mói!

M: … en lhoscríthi cládhé rhé háchwár …

A: A háva sú?

M: … ach suvióna ni saláthé en lhithalach.

A: Apísa mi.

M: Ton, esi in blédhné suchnusíthu en shéthlé …

A: Pé a hesi sí?

M: Esi sé e ghénu ithí a ghénu tó wapath cin.

 

A: Á, nú, gwer chwóchatha gnathálé …

M: Ach ton esi in blédhné cansóithú en haiúé.

A: Pé a hesi áiu?

M: Esi í gwochon-dech blédhn, gwé swech óchan amanar.

A: Certh.

M: Nú, áiu …

A: Áiu?

M: … esi sé in gerth in érédhl o rinchasí ti anéli aven galsí ti ádha to dhalam gwerim.

 

A: Hey,sono interessato al tempo.Passare del tempo con te, nello specifico.

M: Ah sì,il tempo è la mia specialità.

A:Davvero?

M: Lo è. Lascia che ti racconti come funziona…

 

A: Va bene.

M: Il tempo inizia coi secondi,  che formano minuti,che formano le ore.

A: Giusto.

M: Spiegare questo  prenderà solo metà di un’ora

A:Molto bello.

M:Ci sono 12 ore in un giorno,  e 12 ore in una notte, almeno negli equinozi.

A: Esattamente.

M: Un intero periodo di 24 ore è chiamato “periodo del giorno”

A:Lo è.

M: Un periodo giornaliero consiste in un’alba, una mattina, un mezzogiorno, un pomeriggio, una sera,ed una mezzanotte.

A:Molto bello.Mi piace particolarmente la notte.E a te?

M:Io preferisco il giorno.

A:Capisco.Cosa farai domani?

M:La stessa cosa che ho fatto ieri e l’altroieri.

A:E cos’era?

M:Pulirò la mia collezione di teste recise.

A:Certo.E dopodomani?

M:Lo stesso.

A:Giusto.

M:Adesso,sette giorni formano una settimana.

A:Davvero?

M: E gli ultimi due giorni sono chiamati “fine settimana”.

A: Ah sì,dato che lo hai menzionato…cosa farai questo fine settimana?

M: Laverò I miei capelli in urina di cavallo e lime.

A: Giusto.

M:L’ho fatto oggi e lo rfarò stanotte.

 

A: Affascinante.

M:Quindi,ci sono quattro settimane in un mese.

A:Ci sono.

M:E ci sono tre mesi in una stagione.

A:Ci sono?

M:Ci sono.E ci sono quattro stagioni in un anno: primavera, estate, autunno, inverno.

A:Sembra giusto.

M: E noi celebriamo eventi speciali attraverso l’anno.Come i compleanni.

A:Giusto! Quando è il tuo compleanno e cosa farai?

M: è stato la settimana scorsa.

A: Ah.

M: Alle volte  abbiamo celebrazioni di tre notti e dieci notti, come solstizi ed equinozi.

A: Esattamente!Cosa farai allora?

M: Ballerò nuda attorno al fuoco…

 

A: Ah!Adesso stiamo parlando…

M: …con le mie fidanzate…

A: Grande!

M: …con spade molto affilate…

A: Lo fai?

M: …e ritualmente tagliamo salsicce.

A: Capisco.

M:Allora, gli anni si riuniscono in generazioni…

A:Cosa sono?

M: è dalla tua nascita fino alla nascita del tuo primo figlio.

A: Ah, ora, in material di bambini…

M:E allora gli anni sono contati in età.

 

A:Cos’è un’età?

M:sono trent’anni ,o sei completamenti di calendario.

A: Giusto.

M:Ora,un’età…

A: Sì?

M: … è esattamente quanto dovrai aspettare prima che tu possa mettere le tue mani su di me.

 

 

Nella conversazione sopra,  usano tutti I termini relative al tempo in Gallico.Sono elencati qui.Alcune delle parole sono prestiti moderni.

 

 

sechon: secondo

minuth: minuto

pimdhech minuth:  15 minuti, un quarto d’ora

sim ór: mezz’ora(< sim “metà”, attestato)

ór: ora

 

báréi: alba(< proto-Celtico *ba:re:gom, loss of –om & –eg > éi cf. Lambert 2003, p. 43)

methin: mattina (< Latin “matina”, cf. Br. mintin, C. metten, Ir. maidin)

médhi: mezzogiorno (< medh “nel mezzo” + dí)

óswédhi: pomeriggio(< ós “dopo” + medh + dí)

nesnóith: sera(< nes “vicino” + nóith

medhnóith: mezzanotte (< medh + noith)

 

dí: giorno

siní: oggi

nóith: notte

sinóith: stanotte (in analogia con siní < sindiu > sindenocta > sinóith)

lathíu: period0  di 24 ore, giorno e notte

 

aváréi: domani (< a+ báréi)

ós haváréi: dopodomani

díes: ieri (< proto-Celtico *gdijes)

cin dhíes: altroieri

 

penséithnóith: fine settimana(< pen “testa” + séthnóith)

séithnóith: settimana(“sette notti”, in analogia con e.g. trinoctia)

mís: mese

 

trinóith: feste delle tre notti

dechnóith: festa delle dieci notti

 

sam: estate

meth: autunno (“raccolto” < *met- “raccogliere”)

gíam: inverno

gwison: primavera

 

sonching: stagione (period)

blédhn: anno

penvlédhn: anniversario, compleanno

 

séthl: generazione

áiu: età

aman: tempo

 

 

 

Esercizi

 

Usa le parole date sopra ed il vocabolario imparato per costruire le seguenti frasi.Puoi trovare le risposte alla fine di questa lezione.

 

Note:

 

* Per dire quanti anni ha una persona  è usato il verbo “avere” >  Io ho 20 anni

* Per indicare il tempo, viene indicato il numero di ore>  sono le 5= sono 5 ore.

 

-Puoi fare cento metri in dieci secondi?

-No, mi prenderebbe cinque minuti.

-Sarai qui dopo quindici minuti?

-No, sarò via per mezz’ora.

 

-Correrò per un’ora.

-Lei nuota nell’oceano all’alba.

-Lui ha dormito fino alle dieci di mattina.

-Potremmo mangiare a mezzogiorno.

-Vorrebbero dormire nel pomeriggio

-Vorrete  raccontare storie questa sera?

-Hai ballato fino a mezzanotte.

 

-Oggi è una bellissima giornata.

-Questa sera sarà anche una bella notte.

-Non ha dormito per un periodo di 24 ore.

 

-Domani sarai molto stanco.

-Dopodomani devi andare al lavoro.

-È andata a vedere sua madre ieri.

-Ma sua madre è morta l’altroieri.

 

-Questo fine settimana andremo a camminare attraverso le montagne.

-La prossima settimana nuoteremo nel fiume.

-Questo è il primo mese d’estate.

 

-Cercheremo di ballare nudi per la festa di tre notti.

-Mangeremo e berremo senza dormire per la festa di dieci notti.

 

-Lavorarono duramente in autunno.

-Lo scorso inverno i loro piedi si bloccavano.

-La primavera continua a far funzionare il suo (di lei) naso.

 

-È una stagione difficile per lei.

-Quale anno è ancora questa volta?

-Buon compleanno a te, possa tu avere molti ritorni.

-Quanti anni ha quella ragazza?

-Non  hai il permesso di chiederlo, lei ti taglierà la testa.

 

-I vecchi amano fare lamentele della nuova generazione.

-Vivevano in un’epoca di libertà.

-Ora è un momento di schiavitù.

 

Risposte

 

Puoi fare cento metri in dieci secondi? > A ghála ti réthi can methr en dhech sechon?

No, mi prenderebbe cinque minuti. > Né ghála mi, ré ghavisí í mi pimp minuth.

Sarai qui dopo quindici minuti? > A ví ti insin ós pimdhech minuth?

No, sarò via per mezz’ora. > Né ví mi, bí mi áithu ri shim ór.

 

Correrò per un’ora. > Rethisí mi ri on ór.

Lei nuota nell’oceano all’alba. > Sná í en in mórwár a váréi.

Lui ha dormito fino alle dieci di mattina. > Ré shóni é aven dech ór in methin.

Potremmo mangiare a mezzogiorno. > Ré ghalsí ni depri a wédhi.

Vorrebbero dormire nel pomeriggio. > Arwéra adhís sóni en in óswédhi.

Vorreste raccontare storie questa sera? > A hempasí sú spáthlé in nesnóith-sin?

Hai ballato fino a mezzanotte. > Ré shuling ti aven medhnóith.

 

Oggi è una bellissima giornata. > Esi siní dí dech.

Questa sera sarà anche una fantastica serata. > Bí sinóith nóith swapisóich cóéth.

Non ho dormito per un periodo di 24 ore. > Né shoníthu mi ri lhathíu.

 

Domani sarai molto stanco. > Bí ti ré lhisc aváréi.

Dopo domani devi andare al lavoro. > Ós haváréi rincha ti ái a gerdhi.

È andata a vedere sua madre ieri. > Ré hái í a hápis ó máthir díes.

Ma sua madre è morta il giorno prima di ieri. > Éithr ré warwi ó máthir cin dhíes.

 

Questo fine settimana andremo a camminare attraverso le montagne. > In penséithnóith-sin áisí ni a gama  tar in vríé.

 

La prossima settimana nuoteremo nel fiume. > In séitnóith conesam snásí ni en in avon.

Questo è il primo mese d’estate. > Esi sin mís gin in sham.

 

Cercheremo di ballare nudi  per la festa di tre notti. > Sulingsí ni derthol ri drinóith.

Mangeremo e berremo senza dormire per la festa di dieci notti. > Deprisí ach ivisí ni echan

shóni ri jachnóith.

 

Lavorarono duramente in autunno. > Ré gerdhi sí en galeth en chwison.

Lo scorso inverno i loro piedi si bloccavano. > In ghíam hósim ré hoghri só draiéthé.

La primavera continua a far funzionare il suo naso. > Áva in gwison réthi ó trughn aman hol.

 

È una stagione difficile per lei. > Esi í sonching guth richí.

Quale anno è ancora questa volta? > Pé vlédhn a hesi sin athé?

Buon compleanno a te, possa tu avere molti ritorni. > Penvlédhn láen adhith, o ti-ví

athéchwertháné lháen hélu.

Quanti anni ha quella ragazza? > Pé háiu a hí-esi in gheneth-sé?

Non hai il permesso di chiederlo, lei ti taglierà la testa. > Né shudhamor pétha ichí, bésí í tó ben.

 

 

I vecchi amano fare lamentele della nuova generazione. > Arwéra í a’n doné sen cothróia

am in séthl nói.

Vivevano in un’epoca di libertà. > Ré víthi sí en háíu rías.

Ora è un momento di schiavitù. > Nú esi í aman caithan.

 

 

 

 

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